Il Tirreno

Versilia

La novità. In arrivo direttive sull’utilizzo di banchine e specchi acquei

Approdi meno liberi

Donatella Francesconi
Barche ormeggiate lungo il Burlamacca
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Barche ormeggiate lungo il Burlamacca

Le mani del Comune su quelli non in concessione

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 VIAREGGIO. Garantire «la corretta e pubblica utilizzazione dei tratti di banchina e/o degli antistanti specchi acquei non assentiti a concessione a terzi». Cioè liberi. È la delibera presa dall'amministrazione Lunardini il 13 maggio. Che riguarda i seguenti approdi: sponde del Burlamacca nel tratto tra Ponte della ferrovia e Ponte di Pisa, i rimanenti tratti di sponda del canale, le banchine lato via Coppino (Darsena Lucca), Maestri d'ascia e calafati (Darsena Toscana), Maria Luisa di Borbone (Darsena Toscana), Eugenio Biancalana detto "il Bori" (Darsena Italia), Saverio Toemi detto "la Ceina" (Darsena Italia), Antonino Antonini (Darsena Europa), Pescatori (Darsena Viareggio, 95 e 50 metri), Lorenzo Benetti detto "Lenci" (Darsena Viareggio).  La giunta Lunardini ritiene - si legge nella delibera - di dover «procedere alla predisposizione di apposita regolamentazione, ponendo in essere precise direttive in merito all'utilizzazione specifica delle aree in questione».  Direttive «finalizzate a consentire la gestione amministrativa degli ormeggi non concessionati e degli specchi acquei antistanti alcuni tratti di banchina, improntata ai principi di efficienza, efficacia ed economicità della pubblica amministrazione».  Al dirigente Bertolucci il compito di avviare la ricognizione e mettere in atto i provvedimenti conseguenti.  Ma quella che mette "ordine" sugli approdi liberi non è l'unica delibera presa in queste settimane dalla giunta Lunardini in materia portuale. È ancora datata 12 maggio quella che approva la bozza di protocollo con l'Agenzia delle dogane di Pisa, unità operativa di Viareggio, per dirimere il contenzioso relativo all'accesso all'acqua chiesto dai cantieri sorti nell'area dell'ex Festival latino-americano.  Con il protocollo il Comune «si impegna, per il futuro, ad inserire nelle concessioni comunali rilasciate ai fini di cantieristica o attività connesse» le previsioni di utilizzo di spazi doganali. Per le concessioni già in essere l'impegno è a «convocare i singoli concessionari al fine di integrare i titoli già rilasciati con apposita clausola che preveda l'obbligo dei medesimi concessionari di garantire - all'amministrazione finanziaria e alle altre pubbliche amministrazioni interessate per l'esercizio dei loro poteri di controllo e di vigilanza e di ogni altro potere loro attribuito dalla legge - il libero accesso alle aree oggetto di concessione».  Dal canto suo l'amministrazione doganale - si legge nell'accordo - precisa nero su bianco che «il rilascio delle autorizzazioni ex articolo 19 decreto legislativo 374/1990 resta in ogni caso subordinato alla valutazione, caso per caso, della sussistenza dei requisiti di legge».

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