Sicurezza
«Pucciniano, per le scene un bando improvvisato»
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L'ultimo comunicato della Fondazione Festival Puccini sulla vicenda della gara delle scenografie mi obbliga ad una replica chiarificatrice. La sensazione che si avverte è quella di voler mettere in cattiva luce l'operato del Consorzio dei carristi, approfittando della mancata conoscenza, da parte dell'opinione pubblica, dei rapporti intercorsi negli ultimi dieci anni tra la Fondazione e il Consorzio stesso. Chiunque abbia scritto materialmente il comunicato va considerato come espressione diretta della presidenza e quindi con serenità e franchezza ritengo doveroso rivolgermi direttamente al presidente per chiarire alcuni punti che ad oggi non risultano avere la trasparenza necessaria in tali delicate questioni economico-amministrative. Senza mettere in discussione la legittima (anche se improvvisa) necessità di bandire una gara d'appalto per la realizzazione delle scenografie, mi sento di affermare, grazie alla mia quasi trentennale esperienza professionale, che quella proposta dalla Fondazione non può essere definita tale per i tempi a disposizione, per la metodologia adottata, per la superficialità dei dati tecnici messi a disposizione, per la scarsa leggibilità dei disegni, per l'assoluta mancanza di affidabilità del modellino raffigurante la scenografia. In una situazione del genere siamo indotti a pensare o a una scarsa professionalità dell'ente banditore o ad una tale superficialità da indurre le ditte partecipanti a macroscopici errori di valutazione. Posso affermare senza timore di essere smentito, che i soli disegni riguardanti la carpenteria metallica risultano chiari e non soggettivamente interpretabili, mentre ci troviamo di fronte ad una relazione descrittiva che è poco più di una lista della spesa, a dei disegni architettonici illeggibili, ad un modellino raffazzonato dove persino le sculture sono bidimensionali. Sfido qualsiasi tecnico a ricavarne dei dati oggettivamente interpretabili. Senza parlare della tempistica imposta dal "bando"; consegnato per corriere il 5 maggio, prevedeva la consegna del preventivo entro il 13 dello stesso mese e la consegna del lavoro (enorme) il 10 giugno. Mi domando come si possa arrivare a tempi così ristretti sapendo che l'incarico per l'ideazione della scenografia è stato affidato al maestro Adami più di un anno fa. Intendo, inoltre, precisare alcune inesattezze riportate nel comunicato della Fondazione riguardo al mancato permesso concesso ad alcune ditte facenti parte del Consorzio stesso che non avrebbero avuto il permesso di partecipare alla gara sia pur invitate; questo è dovuto semplicemente al fatto che nello statuto consortile è esplicitamente prevista l'impossibilità a ditte consorziate di partecipare a gare cui partecipa il Consorzio in prima persona. Di questo i tecnici della Fondazione ne erano informati e il loro comportamento si può facilmente interpretare come un meschino intento di minare gli equilibri interni del Consorzio. Nel comunicato si mette anche in discussione la rappresentatività dei consorziati nel mondo del Carnevale, adducendo il fatto che sono una minoranza rispetto al numero complessivo delle ditte, senza specificare che comunque sono 10 su un totale di 27 e che la stessa Associazione dei costruttori ne vanta 17 su 27 senza che ne venga messa in dubbio l'autorità di rappresentanza. L'aspetto economico della vicenda va analizzato con più delicatezza e attenzione, in quanto se è indiscutibile il grande divario verificatosi tra la nostra offerta e quella risultata vincitrice, bisogna far presente che esiste un'altra offerta intermedia equidistante che ci può far pensare a offerte inerenti, non allo stesso, ma a tre lavori diversi (a tal proposito è bene ricordare che lo scorso anno risultammo vincenti sulla stessa ditta, nella gara messa su in fretta e furia dalla Fondazione, a dimostrazione dell'affidabilità dei nostri preventivi). In conclusione vorrei far presente al presidente Massimiliano Simoni e al direttore Franco Moretti, che esiste una convenzione del 2002 tra Fondazione e Consorzio, che stabilisce i termini di una collaborazione per la realizzazione delle scenografie e altre iniziative di carattere didattico, e ad oggi non risulta che ci siano stati atti amministrativi che la annullino, per tanto si può intendere ancora pienamente vigente e che ci riteniamo, avendolo dimostrato in tanti anni di lavoro e non in virtù della convenzione, professionalmente all'altezza delle esigenze e delle aspettative della Fondazione. Rivivendo una situazione simile che si verificò per l'opera Turandot firmata dal maestro Cascella, che vide protagonista la stessa ditta, non sorvoleremo sulla qualità del prodotto finito, avendo ben chiaro il tipo di lavoro a noi richiesto che verificheremo sia realizzato anche dalla ditta vincente. Giovanni Merlini, presidente consorzio «Il laboratorio dell'effimero»
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