Toscana
Successo per Gianni Schicchi e Suor Angelica
Pucciniano, gli studenti sul palco conquistano meritati applausi
Lisa Domenici
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TORRE DEL LAGO. Emozione e entusiasmo, hanno trasmesso gli allievi dell'Accademia di prefezionamento del Festival Puccini, impegnati nei due atti unici pucciniani "Suor Angelica" e "Gianni Schicchi" primi titoli operistici andati in scena nel nuovissimo Auditorium del Gran teatro all'aperto. E l'esordio ha riscosso un caloroso successo. Perché emozione ed entusiamo? Ma perché il pubblico ha partecipato dall'inizio alla fine alle due vicende, in cui i giovani interpreti l'hanno condotto, facendo cogliere le differenti atmosfere, con un canto morbido e sorgivo, grazie all'insegnamento degli ottimi insegnanti Lucetta Bizzi e Luigi Roni che, per nostra fortuna, tengono in gran conto pure la dizione (e come potrebbe essere altrimenti?). Ne viene fuori, uno studio meticoloso su ogni parola, importantissimo nel canto di conversazione pucciniano. Le indicazioni registiche di Vivien Hewitt, si inseriscono azzeccate nella prima e seconda parte di "Suor Angelica", dove si passa dalla quotidianità del convento alla tragedia di Angelica e diventano briose e divertenti nello "Schicchi". Vorremmo citare tutta la schiera dei bravi cantanti, che sembrano calcare, da una vita, il palcoscenico. Ci limitiamo ai ruoli principal: Anna Maria Stella Pansini e Nila Masala (Angelica), Hermine-Claude Hunguenel e Biljana Kovak (zia Principesa e badessa), Jansons Valdis (Schicchi), Claudio Sassetti (Rinuccio), Tania Bussi e Lucia Scialla (Lauretta). Alla guida della duttile orchestra del Festival Puccini, Valerio Galli, bacchetta di casa nostra che, con la sua sorprendente espressività, conquista il pubblico.
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