Il Tirreno

Versilia

«Dateci lo sconto sulla Tia»

Luca Cinotti
<b>CONTRO I BALZELLI.</b> Negozi sulla Marina di Torre del Lago
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CONTRO I BALZELLI. Negozi sulla Marina di Torre del Lago

Gli esercizi della Marina di Torre del Lago: siamo stagionali

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 TORRE DEL LAGO. Pochi giorni in un anno, considerati "fuori stagione". Che impediscono a un manipolo di commercianti della Marina di Torre del Lago di poter accedere come "stagionali" a un sostanzioso sconto sulla Tia, la tassa sui rifiuti. Pochi giorni che valgono qualche migliaia di euro in capo a un anno e che porteranno, in questi giorni, a un confronto (che non si annuncia facile) fra i concessionari della Marina e il comune.  A "capitanare" i primi (un gruppo di poco meno di una quarantina di unità) è il loro presidente, Mario Pistoia, che gestisce un'edicola. E che così ricostruisce la questione: «Nel Piano del Parco gli esercizi ad est del viale Europa (cioè verso monte, ndr) sono considerati "complementari" agli stabilimenti balneari. Quando nacquero, infatti, questi ultimi mancavano di diversi servizi».  Bar, ristoranti, edicole, bazar, come "appendici" dei bagni, dunque. Ma non in tutto. «Mentre i bagni sono, giustamente, considerati stagionali, alla maggior parte di noi non viene dato questo status», spiega Pistoia. Una differenza che si traduce nel non poter accedere alla riduzione del 33% che il regolamento Tia prevede per gli stagionali, cioè quegli esercizi che lavorano solo sei mesi l'anno.  «A "fregare" i nostri esercizi - continua Pistoia - sono quei pochi giorni che vengono lavorati fuori dal periodo estivo». Si pensa, in particolare, ai finesettimana di febbraio (durante il Carnevale) o alle aperture fuori stagione in caso di bel tempo. «Per poter stare attivi e guadagnare qualche centinaia di euro - chiosa amaro Pistoia - dobbiamo pagare la Tia al pieno». Insomma, la scelta di fronte agli esercenti è di quelle doppiamente scomoda: da una parte rinunciare a qualche giorno di lavoro "extra"; dall'altra, rinunciare a uno sconto importante.  Le cifre, infatti, sono di quelle che in tempi di crisi possono creare più di un grattacapo al bilancio di un'azienda. Un breve giro fra i concessionari lo dimostra: un'edicola di 100 metri quadri paga - come tariffa piena - 4.500 euro l'anno. Con lo "sconto" scenderebbe a circa 3mila.  Va peggio ai ristoranti, che hanno un coefficiente di calcolo maggiore. La pizzeria "La conchiglia", ad esempio, arriva a quota 5.500. In questo caso il taglio varrebbe oltre 1.800 euro. E così via, salendo man mano che si aumentano le superfici: un ristorante (che può avere una superficie massima di 200 metri quadri più altri 200 di veranda) sfonda quota 10mila euro. «Intendiamoci - chiude Pistoia -: noi non vogliamo andare contro gli stabilimenti balneari. Chiediamo solo che delle loro agevolazioni possiamo usufruire anche noi, soprttutto in un momento di crisi e in una stagione che non decolla. Basterebbe solo un po' di buon senso da parte dell'amministrazione...».

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