Gioco
Industria in lutto per Paolo Forti
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ULTIMO SALUTO. La bara di Forti (nella foto più a destra) esce dalla chiesa di Vittoria Apuana L'imprenditore, rappresentante di una storica famiglia, è morto a 72 anni
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FORTE. Un pezzo di storia dell'economia Apuoversiliese che se ne va. È morto a 72 anni (li avrebbe compiuti a fine luglio) l'industriale Paolo Forti, fratello dell'imprenditore del marmo Antonio Forti ed erede di una grande dinastia. Da anni, ormai, Paolo Forti (che lascia anche le sorella Annalia ed Edvige) viveva a Forte dei Marmi. E nella chiesa di San Francesco a Vittoria Apuana si sono tenuti ieri pomeriggio i funerali, ai quali hanno partecipati i più grandi imporenditori del ammro ma anche tanta gente comune. La salute di Forti si è aggravata dopo un intervento che, secondo quanto ricorda commosso il fratello Anotnio, avrebbe scompaginato il suo quadro clinico, «compromettendolo per sempre». Si è spento circondato dagli affetti più cari, la moglie Enrica, il figlio Giovanni e la nuora. Senza clamore, all'insegna della riservatezza che lo ha sempre accompagnato. Una grande dinastia. Paolo Forti è stato un industriale moderno, polivalente. Dopo il liceo classico si è laureato in Economia e commercio a Parma. È stato uno dei rappresentati di quella che forse è conosciuta in tutta Italia, e non solo in Versilia, come una delle famiglie più in vista nell'Italia industriale, dal dopoguerra fino ad oggi. Il nonno di Paolo, Adolfo Forti insieme a Gino Chiari fondò la Chiari e Forti che si occupava di grano e olio. Ma aveva anche altre aziende, fra cui il Mulino pastificio fra cui Mulino Pastificio Sesia a Vercelli, la Adolfo Forti marmi, partecipazioni considerevoli nei Rimorchiatori riuniti di Genova e Venezia. Il nonno Adolfo nel 1936 era stato presidente della Cassa di Carrara. Nel 1974 la gloriosa Chiari e Forti - gestita da Enrico Chiari e dal padre di Paolo Ennio Forti (deceduto nel 1990) fu ceduta alla multinazionale americana Quaker. Il ramo della famiglia che fa capo ad Antonio Forti e al figlio, oggi quarantenne Paolo, si è occupato degli interessi nel marmo (il fratello Paolo aveva gestito la Adolfo Forti Marmi dal 1964 al 1974). Paolo aprì le concessionarie Volvo, Ford fino al 1994. Nel 1992 fondò la Radiosistemi. E divenne poi socio di Ediltosco. Nel 2006 i due fratelli si divisero negli affari, mantenendo, infatti, i rapporti di grande affetto e il forte vincolo familiare. «Per Paolo tutto quello che si muoveva era di suo interesse - ricorda commosso il fratello Antonio - Aveva la grande capacità di far diventare i suoi hobby un motivo di business e di successo. Era una persona estremamente capace di cogliere l'essenza delle cose, sintetizzava quello che era l'affare, l'aggeggio da produrre». «Per hobby - prosegue - costruiva locomotive funzionanti e gas e gasolio, la meccanica era la sua passione». L'incidente che cambiò la sua vita. L'incidente che cambiò per sempre la vita dell'industriale Paolo Forti successe il 1º Maggio del 1964, davanti ad Oliviero, uno dei locali più in voga dell'epoca. Aveva 26 anni, era giovane, appena laureato, pieno di vita e di progetti. Perse l'uso delle gambe. Da quel giorno trascorse due anni per ospedali, poi tramite conoscenze andò in Inghilterra dove, nei confronti dei paraplegici avevano studi e metodologie di vita avanzate. La sua è stata una vita piena - ricorda il fratello Antonio - ha vissuto per la famiglia, la moglie e il figlio Giovanni. Mia cognata è stata un motore straordinario per lui». «Un paio di anni fa gli venne diagnosticato un tumore che non aveva, il suo quadro clinico è stato scombussolato».
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