Italia
Il caso. Rottura consumata con le accuse di immobilismo, guerra dei ruoli, inacapacità a reperire finanziamenti
«Carnevale, Fondazione a casa»
Donatella Francesconi
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IL PRESIDENTE. Umberto Cinquini guida lassociazione dei carristi I carristi al sindaco: azzerare i consigli di amministrazione e indirizzo
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VIAREGGIO. «Il sindaco si assuma la propria responsabilità» e «rinnovi gli organi di governo della Fondazione Carnevale, dei quali chiediamo l'azzeramento». Umberto Cinquini, presidente dell'Associazione costruttori del Carnevale di Viareggio, spiega così le poche righe di richiesta inviate all'indirizzo del primo cittadino. Missiva firmata da tutti i carristi aderenti all'associazione, più quattro non associati nelle persone di Mario Neri, Edoardo Ceragioli, Emilio Cinquini, Antonio Mastromarino. La decisione è arrivata al termine dell'assemblea dell'associazione, che si è riunita venerdì sera: «Le motivazioni - si legge nella richiesta - sono da ricercare nel costante immobilismo e nella guerra di ruoli che l'attuale Fondazione ha posto in essere fin dal momento del suo insediamento». Due anni di veleni incrociati, di dimissioni del presidente date per imminenti a questo o a quell'orecchio, di «confusione di ruoli» come spiega ancora Cinquini. Con più di un personaggio impegnato all'interno della Fondazione pronto a dare la spallata finale a Giovanni Maglione per insediarsi sulla poltrona più ambita in città. «Alessandro Santini (capogruppo Pdl in consiglio comunale e membro del consiglio di indirizzo, ndr) parla a titolo personale e non si sa mai chi prende le decisioni», insiste il presidente dei carristi negando con forza che la decisione di presentare una richiesta così forte sia stata dettata dalla volontà di tirare la "volata" ad un eventuale successore di Maglione. «Personalmente, tra l'altro - prosegue Cinquini - non ritengo che Santini possa ricoprire il ruolo di presidente della Fondazione Carnevale: non è il personaggio adatto in quanto poco diplomatico». Al quadro disegnato per quanto riguarda la Fondazione, i carristi aggiungono «la preoccupante situazione finanziaria aggravata anche dall'operazione Cittadella», «l'incapacità di reperire i pochi fondi necessari per il saldo delle costruzioni 2010) e «le promesse di sviluppo dell'Ente costantemente disattese». Cinquini propone due conti: «Il bilancio del Carnevale si attesta intorno ai 5 milioni di euro. Dei quali due coprono il costo delle costruzioni. È mai possibile - chiediamo - che tutto il resto, senza alcun evento particolarmente eclatante, costi 2 milioni e 800mila euro? Non sarà il caso di prevedere dei risparmi, considerato - e questo Maglione sembra ignorarlo - che se il pubblico segue la manifestazione è per vedere le nostre costruzioni?». Infine, ma non di minor importanza, ai carristi proprio non vanno giù «i continui attacchi alla nostra categoria da parte dei membri della Fondazione stessa».
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