Il Tirreno

Versilia

Piacentini indagato per falso

Il patron della Savema, l’imprenditore Luigi Piacentini è indagato per falso
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Il patron della Savema, l’imprenditore Luigi Piacentini è indagato per falso

L'accusa: «Marmo estero spedito come italiano»

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 PIETRASANTA. In quella partita di blocchi di marmo di Carrara, diretti in Tunisia, ce n'erano anche due di verde Guatemala, provenienti dall'India. Ma il materiale, nella bolla per la dogana, era stato dichiarato italiano, e quindi avrebbe dovuto usufruire dell'esenzione dei dazi grazie al certificato Eur 1.  È finito così sotto accusa, per falso in atto pubblico, l'imprenditore Luigi Piacentini.  Oltre ad essere legale rappresentante della Sam è, infatti, anche presidente della Marmi Carrara e patron, in quel di Versilia, della Savema.  La dichiarazione falsa alla dogana. In sostanza la partita di blocchi che doveva partire per la Tunisia, nella bolla per la dogana, era stato dichiarata come di provenienza nazionale.  E quindi avrebbe dovuto usufruire dell'esenzione dei dazi grazie al certificato Euro 1 che agevola le importazioni di beni italiani nei paesi in via di sviluppo.  A far scattare i controlli, e poi la denuncia, sono stati i due blocchi di verde Guatemala di provenienza indiana che non avrebbero dovuto essere inseriti nel «pacchetto» che avrebbe dovuto usufruire della franchigia dei dazi doganali.  Il dottor Luigi Piacentini è finito sotto accusa in qualità di legale rappresentante della Società Apuana Marmi (Sam).  Ieri in tribunale, davanti al giudice Allotta e al pm Riccardo Balatri si è aperto il processo a suo carico.  Sul banco dei testimoni il funzionario della dogana che ha effettuato i controlli, nel marzo del 2009, sulla famosa partita per la Tunisia finita sotto accusa.   «Quei due blocchi venivano dall'India». Il funzionario della dogana, in servizio nel marzo dello scorso anno, ha spiegato - documenti alla mano - che cosa si sarebbe verificato di strano in quel «viaggio» per la Tunisia del marmo bianco di Carrara.  «In sostanza - ha detto davanti al giudice - quando siamo andati a verificare in azienda tutti i documenti, abbiamo trovato le fatture in cui era proprio messo nero su bianco che quei due blocchi di verde Guatemala venivano dall'India. E quindi non avrebbero potuto essere inseriti nel certificato Eur 1 che viene redatto proprio in base alle fatture fornite dall'azienda. Che, in questo caso erano regolari».  La difesa: si è trattato di un errore materiale. Un banale errore materiale da parte di chi, non la Società Apuana Marmi visto che non se ne sarebbe occupata materialmente, ha compilato il certificato per l'Eur 1.  Nella documentazione allegata, infatti, le fatture indicavano chiaramente la provenienza indiana dei due blocchi di verde Guatemala, che quindi non avrebbero potuto usufruire della franchigia dai dazi prevista per i materiali nazionali.  Questa in sintesi la linea difensiva dei legali del dottor Piacentini (il presidente della Sam è assistito dagli avvocati Alessandro Pasquini e Barabara Fumanti). Insomma nessuna dichiarazione di falso, ma soltanto un errore materiale a livello di spedizione.  A.V.

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