Il Tirreno

Versilia

Era in malattia ma usciva per andare a fare la spesa: i detective lo seguivano

L'azienda spia il dipendente Bufera sulla Barsanti Macchine

La Barsanti Macchine di Pietrasanta: per i sindacati l’azienda spiava un dipendente
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La Barsanti Macchine di Pietrasanta: per i sindacati l’azienda spiava un dipendente

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 PIETRASANTA. L'azienda spia il dipendente in malattia. E sulla Barsanti Marmi di Pietrasanta si scatena la bufera con tutti a chiedersi se sia lecito sguinzagliare gli 007 in casi «sospetti». A scatenare il putiferio la lettera inviata a un lavoratore in cui si indicano tutti gli spostamenti dell'uomo.  La battaglia su questo caso clamoroso sembra appena agli inizi e avrà forse strascichi giudiziari. L'azienda pietrasantina difende la sua posizione, il dipendente si dice invece perseguitato e vorrebbe intentare una causa per mobbing.  La lettera di "contestazione disciplinare" inviata dall'azienda è chiara. «Lei, caro dipendente, ha utilizzato giorni di assenza certificati come periodi di malattia per fare i fatti suoi. E precisamente: il giorno 17 febbraio alle 12,30 è andato a Lido di Camaiore presso un locale per organizzare la cerimonia id nozze di sua figlia: il 19 febbraio alle 9,30 è uscito in auto da casa per andare al negozio di alimentari...».  Subito la missiva scatena la reazione dei sindacati, infuriati con l'azienda (tra l'altro lo spiato è membro della Rsu). «E' spionaggio e questa è la prova», reagiscono con durezza Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm mostrando la lettera dell'azienda e parlando di un'azione tesa a «reprimere la libertà e la dignità sindacale nello stabilimento». La questione non è nuova.  Il mese scorso Barsanti Macchine inviò una lettera di richiamo al dipendente che era assente. E già allora Fiom insorse, rendendo pubblica la lettera e annunciando azioni legali a tutela del dipendente «fatto pedinare dall'azienda». Fosco Barsanti, amministratore della società rispose: era nostro diritto farlo.  Ma poi l'azienda, dopo aver organizzato un incontro a quanto pare disertato da lavoratori e sindacati, ha pensato bene di inviare la seconda raccomandata "dettagliata" e poi diffusa dalla Fiom-Cgil. «La direzione - attaccano i sindacati - denuncia nei minimi particolari tutta una serie di spostamenti che il dipendente avrebbe fatto. Spostamenti, si badi, fatti in orari consentiti dalle normative. Nella contestazione si citano anche momenti privati della famiglia del dipendente, cosa lesiva della privacy».  Fosco Barsanti, della Barsanti Macchine, non ha dubbi: quella dei sindacati (che hanno già fatto due ore di sciopero contro questo provvedimento) è una battaglia sbagliata. Perchè, dice, «il nostro non è un comportamento anti-sindacale, e questo è solo un caso personale sul quale abbiamo agito correttamente».  Anche Claudio Lalli, l'avvocato del dipendente, interviene. «Il mio cliente poteva, anzi in qualche misura "doveva", uscire in luoghi aperti a fini terapeutici». E la contestazione disciplinare del datore di lavoro al dipendente presunto assenteista? «E un atto di aggressione», che si iscrive in un quadro di persecuzione tipo mobbing ai suoi danni. Tra l'altro, conclude Lalli, solo l'Inps può effettuare visite. «e in questo caso aveva dimostrato la malattia».

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