Il Tirreno

Versilia

In Versilia un corso professionale per imparare a donare sorrisi

Studiare la magia dei clown per aiutare i bambini malati

Gabriele Dini
Il primario di Pediatria Luigi Gagliardi
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Il primario di Pediatria Luigi Gagliardi

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  VIAREGGIO. Meravigliare un bambino ogni giorno è un'arte difficile. Far superare il dolore e la paura ai piccoli ricoverati in ospedale lo è ancora di più. Per mettere insieme tutte queste arti in maniera professionale - e trasformarle in un mestiere vero - arriva adesso, anche in Versilia, un corso per diventare "clown di corsia". A organizzare il percorso formativo è l'agenzia So & Co. Ma a tenere le lezioni sarà il gruppo "I Magicolieri" guidato dallo psicologo (e clown da corsia) Mirko Magri assieme ad un team di pedagogisti ed esperti del settore.  Per dimostrare che far ridere non è uno "scherzo", soprattutto se ci si trova a operare con bambini che si trovano in situazioni delicate e traumatizzanti, basta dire che il corso (completamente gratuito) dura 6 mesi e prevede oltre 620 ore di lezione. Non si deve infatti solo imparare come fare improvvisazioni comiche, clownerie, sculture di palloncini, giocoleria e giochi di prestigio. Ma bisogna anche saper adattare queste "buffonerie" - che buffonerie non sono - a tutte le possibili situazioni: anche con bambini disabili, dalle ridotte capacità sensoriali o di altre etnie e culture. Per fare tutto questo servono solide nozioni di psicologia, pedagogia e tecniche di comunicazione adattate a un mondo che guarda "dal basso": «Un bambino che arriva in ospedale e deve restarci anche per lunghi periodi - spiega lo psicologo-clown Mirko Magri, 35 anni, autore del libro "Magicoliere" pubblicato dalle edizioni Troll - si viene a trovare in un ambiente che può provocare traumi. Noi lavoriamo per stupire e meravigliare il bambino, in modo che non passi il messaggio che per guarire bisogna soffrire».  Anche il primario del reparto di Pediatria dell'ospedale Versilia Luigi Gagliardi si dice d'accordo con Magri. «E' difficile quantificare quanto aiuto i clown possano dare alla terapia - spiega il medico - ma di certo la loro presenza rende i bambini più felici e con loro i genitori. Lavorare in un'atmosfera più serena non può che essere benefico per tutti».  Avvolto nel suo camice colorato e coperto da conigli ed elefanti rosa, Magri mostra alcuni giochi di magia e fa parlare la scimmia Samanta, il suo aiutante di peluche («è un personaggio di mediazione per comunicare meglio con i bambini», spiega). Le sue parole sono serie e lo sguardo peno di emozione quando parla dei tanti bambini aiutati in oltre 12 anni di attività nelle corsie di ospedali in tutta Italia. «Per i piccoli - racconta - la nostra magia crea un ricordo indelebile. Ho incontrato bambini dopo 5 o 6 anni e si ricordavano ancora di tutto quello che avevo fatto. In questo lavoro serve grande passione e competenza. Dai piccoli pazienti imparo ogni giorno tante cose che poi rielaboro quando torno a casa e cerco di tradurre in nuovi sketch e giochi».  Il corso - e il lavoro dei Magicolieri - sono finanziati dall' Asl, tramite il dipartimento per il Sociale guidato da Maria Luce Gatteschi, e dalla Regione. Anche la Banca del Monte e l'associazione benefica la Gardenia contribuiscono con fondi e assistenza.  All'interno del Versilia i Magicolieri hanno finora aiutato più di 2000 bambini distribuendo tanti sorrisi e ricordi che, per fortuna, non si possono cancellare.

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