Il Tirreno

Versilia

Diecimila tinche nei canali per la lotta alle zanzare

 Marco Pomella
Le piccole tinche che sono state immesse nei canali del lago e della bonifica
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Le piccole tinche che sono state immesse nei canali del lago e della bonifica

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MASSAROSA. Sono arrivate da Verona, a bordo di grosse vasche su un camion. Per essere liberate nelle acque dei canali del lago Massaciucculi ed in quelli di Montignoso. Un vero e proprio esercito di tinche (oltre 10 mila esemplari), quello riversato nei canali gestiti dal Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli.  Per un duplice obiettivo: ripopolare le acque ed avere un potente (e naturale) alleato nella lotta contro le zanzare.  Si tratta della terza volta, nel giro di qualche anno, che il Consorzio effettua questa operazione. Un progetto sperimentale (unito a quello dell'immissione di pipistrelli) che in breve tempo è stato imitato da tanti altri consorzi in Italia. «Le tinche - ha spiegato il biologo Paolo Ercolini - sono una specie autoctona che col tempo è andata scomparendo. Immettere giovani esemplari significa dargli modo di ambientarsi, crescere e proliferare».  Si tratta di "cuccioli" di tinca della lunghezza massima di qualche centimetro. La giovane età non è scelta solo per le maggiori capacità di adattamento. «Ma anche perché - ha detto il biologo - sono ghiotte delle larve degli insetti, che vengono depositate sul fondo dei canali. Tra questi, le immancabili zanzare».  I pesciolini, prima di essere gettati in acqua, sono stati messi in grandi sacchi di nylon riempiti con acqua ed ossigeno. Sono rimasti per qualche ora immersi, con tutto il sacchetto, nell'acqua del canale, fino a che non si è equilibrata la temperatura tra le due acque; a quel punto sono state liberati. Dove? Resta top secret. «Non vorremmo dare spago - dice il presidente del Consorzio Fortunato Angelini - a possibili "predatori" umani». In passato, infatti, alcune delle tinche erano state ritrovate in laghetti per la pesca sportiva. «Possiamo dire, comunque, che le acque sono state accuratamente scelte tra le più pulite e le più ossigenate».  La lotta alla zanzara non si ferma qui. A breve, partirà un altro progetto che coinvolgerà in primis l'ospedale, asili e case di cura. Saranno, infatti, posizionate delle vere "trappole" per zanzare, apparecchiature che attirano gli insetti con una "simulazione" dell'odore del sudore umano e li imprigionano. «Una sola di queste scatole - ha detto Ercolini - è capace di catturare migliaia di zanzare adulte. Sono state utilizzate sull'Adriatico con ottimi risultati». Alla liberazione delle tinche c'erano gli assessori all'ambiente, Damasco Rosi per Massarosa e Marco Vientina per Montignoso.

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di Redazione web