Il dolore
Simoni: «Non me ne vado»
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Il sindaco Domenico Lombardi Il presidente della Versiliana: «Lombardi è mal consigliato»
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PIETRASANTA. Al bando cordialità e cortesie di rito post-elettorali; sul futuro delle presidenze delle partecipate è già tempo di pareri legali. «Prendo atto, che alcuni referenti delle varie società partecipate dal Comune, vogliono, in tutti i modi, restare in carica. Verificheremo se possono farlo», dice con decisione il sindaco Domenico Lombardi. Ogni riferimento al presidente della Fondazione Versiliana, Massimiliano Simoni - ed in seconda battuta al numero uno della patrimoniale, Enrico Cosci - è fortemente voluto. I due, Lombardi e Simoni, si sono, infatti, incontrati ieri mattina per provare a dirimere il nodo della presidenza, in divenire, della stessa Fondazione. Risultato finale? Nullo. Il sindaco spinge per indicare il nuovo responsabile dell'ente entro il 27 maggio, silurando così, già nell'immediato, Simoni che, a sua volta, replica, statuto alla mano. «Lo ribadisco: mi sono messo a disposizione del nuovo sindaco fin dal primo momento. L'idea di un percorso da condividere, fino al termine della stagione, il cui cartellone già abbiamo definito, mi sembrava - precisa Simoni - scelta logica e dovuta. Durante l'incontro di ieri, con Lombardi ho però notato una forte volontà, da parte dello stesso sindaco e del suo entourage, di insediare, già entro il 27 maggio, un nuovo presidente, giustificando il tutto con gli obblighi della normativa di riferimento. In realtà, proprio la normativa di riferimento, basta leggersi lo statuto, al riguardo, prevede la scadenza di mandato, per il sottoscritto, con la fine dell'anno finanziario. Quindi, dicembre 2010. Non serve acquisire pareri legali, basta sapere leggere l'italiano. Come andò, nel 2008, con Manrico Nicolai allora presidente del Pucciniano? Inaugurò la stagione e rimase in carica fino al primo di agosto, mentre sempre il sottoscritto si preoccupò, con successo, di individuare contributi. Ad ogni modo il sindaco faccia ciò che ritiene meglio; ogni parte in causa, nel caso, si assumerà le proprie responsabilità». Gelida la replica di Lombardi. «Politicamente non ci si pone in questo modo, quando cambia un'amministrazione comunale; così facendo, si bloccano le scelte di chi è stato legittimamente indicato dalla cittadinanza a governare. C'è, dunque, chi si è messo subito a disposizione, leggi Luchi per Gaia, Moriglioni per la Vea, e successivamente Spina per il Centro Arti Visive, ma ci sono altri che vogliono tenersi la poltrona. Bene, approfondiremo ogni questione di carattere legale e normativo, poi si vedrà il da farsi. Condividere una presidenza? Si condividono le politiche culturali, non le presidenze di un ente». Nell'attesa di fare chiarezza, legale, sul come muoversi, sempre Lombardi nominerà il nuovo presidente del Centro Arti Visive la prossima settimana. In pole position il nome di Carlo Carli. Staremo a vedere.
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