La manifestazione
I conti in tasca. Al bar senza vedere il proprio futuro, in cantiere per 1.200 euro a costruire barche di lusso
La città che lavora. E non ce la fa
Donatella Francesconi
Nicoletta, caporeparto Coop: in Italia i salari più bassi? Ditelo alla mia banca
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VIAREGGIO. I salari italiani sono i più bassi tra i trenta Paesi dell'area Ocse. La notizia è di ieri mattina e segna un meno 16,5% rispetto alla media. «Sai che scoperta...», commenta Nicoletta Gemignani, 21 anni di lavoro sulle spalle, caporeparto alla Coop: «Bastava chiederlo alla mia banca...Si vive sempre in rosso...». Lei guadagna 1300 euro al mese. Il marito, imbianchino in proprio, «sente la crisi». Due figli in casa, di cui uno ancora alle superiori e nove anni di mutuo ancora. «Comprare un paio di scarpe? Ci devi pensare. Quest'anno nemmeno un paio di pantaloni per me. E non ci mettere le cure mediche: se capita, ti mettono in ginocchio». Ma Viareggio non era ricca? «Ma quale ricca...ho delle colleghe che sono davvero alla disperazione. La classe media è in queste condizioni e ancora si vergogna a dirlo». Non va meglio tra i più giovani. «Il progetto per il futuro con il mio fidanzato? Un viaggio in Grecia, in estate». Elisabetta Cito, 26 anni, è apprendista al bar "le Rose". Il suo fidanzato, invece, di anni ne ha 28 e lavora come operaio nella nautica: «Esce ed entra dalla cassaintegrazione - racconta Elisabetta - come si fa a progettare il futuro quello vero?». Lei guadagna 600 euro al mese, lui 1200: «Mettere su famiglia? Non ci pensiamo proprio». Anzi, la paura più grande è quella di scoprire di aspettare un bambino in atteso: «Ho un'amica di 22 anni che ha partorito da poco. Lavorando tutti e due, insieme guadagnano circa 2300 euro al mese, ma vivono ancora a casa dei genitori di lei. Perché nessuno ti fa un mutuo se non hai un contratto a tempo determinato». Il giudizio di Elisabetta è pesante: «I politici parlano dei "bamboccioni": ma per noi giovani in Italia non c'è alcuna agevolazione. Ecco perché non andiamo via di casa!». Milleduecento euro. Per lavorare in cantiere e costruire le barche che fanno sognare il mondo, all'insegna del lusso. «Il futuro? Dire buio sarebbe poco. Meglio nero». Daniele Giovannoni ha 40 anni, 17 dei quali già trascorsi al lavoro. Operaio al Polo Nautico ha una figlia adolescente, una moglie senza lavoro fisso, un mutuo: «In fondo al mese non ci si arriva. Anche tagliando la pizza fuori casa e le gite. Ma ai figli non puoi dire sempre di no...Per vivere senza il tarlo quotidiano di non farcela dovrei guadagnare almeno 2mila euro al mese. Per fortuna ci sono i genitori che, quando ne abbiamo avuto bisogno, hanno dato una mano». Daniele è in pausa pranzo: 5 euro un primo e il caffè, da bere l'ha pagato il compagno di lavoro: «Non abbiamo la mensa e nemmeno i buoni pasto. Incide tutto sullo stipendio e non puoi andare avanti a panini. Se penso che 450 euro al mese mi vanno via in tasse e non so nemmeno dove le metto...».
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