Il Tirreno

Versilia

Giovanna, mamma a 54 anni

Claudio Vecoli
<b>DOLCE ATTESA... INATTESA.</b> Giovanna Ciardi con il marito Bruno Paoli
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DOLCE ATTESA... INATTESA. Giovanna Ciardi con il marito Bruno Paoli

È alla quindicesima settimana di gravidanza: «All'inizio non ci credevo»

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 VIAREGGIO. Mamma a cinquantaquattro anni. In modo naturale. Senza stimolazioni ormonali. È la «magnifica avventura» che sta vivendo Giovanna Ciardi, originaria di Pistoia ma da oltre trent'anni residente a Camaiore, dipendente dell'ospedale Versilia e già madre di Veronica, ventitré anni, nata da un precedente matrimonio. Pancia (per ora) appena accennata, età portata splendidamente, Giovanna è alla quindicesima settimana di gravidanza. E sa già che quella che porta in grembo è una femminuccia. Al suo fianco il marito Bruno Paoli, 52 anni, operaio ai cantieri Benetti in Darsena, a sua volta padre di Claudio, un ragazzo che ora ha sedici anni.  Signora Giovanna, come si è accorta di essere incinta?  «A gennaio ho avuto un ritardo ed ho pensato che, a cinquantaquattro anni, fosse arrivato il momento della menopausa. Sono andata dal mio medico curante e gli ho esposto il caso. Quando però gli ho detto che avevo anche nausea e agitazione di stomaco, lui mi ha guardato e sorridendo mi ha detto: "Guarda che questi sintomi non hanno niente a che fare con la menopausa". E mi ha consigliato di comprare un test per la gravidanza».  Cosa ha pensato, in quel momento?  «Ammetto di essere stata colta di sorpresa, perché di restare incinta alla mia età proprio non lo avevo messo in conto. Ho chiesto a Bruno di andare lui in farmacia ad acquistare il test, perché io non me la sentivo davvero. Quando anche il test è risultato positivo, mi sono fatta le analisi del sangue. E a quel punto abbiamo avuto la certezza».  E suo marito?  «Quando gli ho telefonato al lavoro per rivelargli i risultati delle analisi, è rimasto in silenzio per qualche secondo. Poi si è ripreso. E adesso ci sembra un sogno meraviglioso. Ma la nostra preoccupazione maggiore era un'altra...»  E cioè?  «Non sapevamo come avrebbero accolto la notizia i nostri figli. C'era il rischio che accogliessero male la novità, che non vedessero il nuovo arrivo di buon occhio. Poi, però, tutto si è risolto positivamente. Sia Veronica che Claudio si sono rivelati entusiasti della novità. Anzi, Veronica mi telefona tutti i giorni per sentire come sto, mi manda continuamente messaggini col telefono. L'unico problema... riguarda il nome da dare alla piccola. Vorremmo trovarne uno che piace a tutti, ma non sarà facile».  L'età avanzata è oggettivamente un problema. Che gravidanza si attende?  «È chiaro che con l'innalzarsi dell'età aumentano anche i fattori di rischio. E di questo sia io che mio marito siamo consapevoli. I passi da gigante della scienza e della tecnica, però, ci aiutano a tenere costantemente sotto controllo il feto e questo ci tranquillizza. Naturalmente dovrò fare grande attenzione a non tirare la corda. Il mio ginecologo mi ha già messo a riposo dal lavoro e mi ha detto di non stancarmi. Io, in realtà, dentro sento una grande energia positiva, ma capisco che non posso comportarmi come una ventenne. Però confido in una gravidanza positiva».  Che effetto le fa trovarsi fra gestanti molto più giovani di lei?  «Beh, qualche volta mi accorgo di essere guardata con curiosità. Ad una visita mi sono ritrovata con altre donne in stato interessante molto più giovani. Quando ho detto loro che avevo cinquataquattro anni si è alzato un piccolo boato di meraviglia...»  E chi invece la conosce, che le ha detto?  «Ora che comincia a spuntare la pancia, qualcuno mi chiede se sono ingrassata. Altri mi domandano per scherzo se sono incinta. E quando rispondo di sì, all'inizio credono che li prenda in giro. Poi, però, tutti accolgono la notizia con grande gioia».  Quando ad ottobre nascerà sua figlia, più che da mamma lei avrà un'età da giovane nonna. Si è posto il problema?  «Sì, ma mi sono anche già data una soluzione. Vedo intorno a me delle supernonne di settant'anni che di fatto fanno le mamme a tempo pieno per sopprerire ai problemi di lavoro delle vere mamme. E allora mi dico: se ce la fanno loro, posso farcela tranquillamente anch'io. In fondo io ho molto meno di settant'anni...»  Biberon, pannolini, ciucci, nottate insonni. Non la sgomenta un po' dover ripartire da capo ventitré anni dopo la prima maternità?  «No. Anzi, sarà un po' come ringiovanire. E poi ho già detto a mia figlia che... adesso aspetto lei. Potremmo fare le mamme insieme. Sarebbe divertente per entrambe. E ci daremmo una mano a vicenda».  

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