Sicurezza
LA CRISI INTORNO A NOI
Commesse tartassate dal costo della sosta
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IL CUOCO. Gianni Lamorte, 36 anni 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Un bagnino patentato guadagna al mese 2151 euro (da contratto) se ha già fatto tre stagioni. Una bagnina (senza patentino di guardiaspiaggia) in busta paga si trova 1.794 euro. Mentre una cameriera ai piani, assunta come da contratto, non supera i 1211 euro. Sono i salari delle occupazioni più diffuse in Versilia. Almeno sulla carta. Perché, sussurra il titolare di un ristorante del centro, «sulla paga di un cameriere devi aggiungere almeno 800 euro al mese di mancia». La sensazione, parlando di paghe in giro, è che l'argomento sia tabù: «In Italia si vive di lavora nero e precario», sentenzia senza appello Andrea Cosci, dipendente comunale e sindacalista della Cisl pubblico impiego. «In Germania, invece, è diverso: hai tutto, ma proprio tutto, sulla busta paga». Da Melfi a Stoccarda e poi a Viareggio. Per far crescere sua figlia in Italia, «nella città di cui mi sono innamorato quando avevo 15 anni». Gianni Lamorte ha 36 anni e di professione fa il cuoco. Da "Olivieri" in Passeggiata. Paga base 1.400-1.500 euro, racconta, «guadagno nella stagione 2.300-2.500 euro al mese». La moglie non lavora: «Ci si vive. Ma non è che ci si stia larghi. A me è andata bene in Germania e mi sono potuto comprare una casa a Viareggio. Là ho cucinato per Eros Ramazzotti e per Claudia Schiffer». Tra le sue specialità «il filetto al Gorgonzola ed i gamberoni al cognac». Ma ora, in Italia, «la crisi si sente. Il pesce va molto meno: ordinano un primo e un'insalata, regge il "frittino" perché da noi è famoso. L'anno scorso il calo è stato almeno del 35%. Per quest'anno non so fare previsioni. Ma noi puntiamo lo stesso sulla qualità e sul rapporto prodotto/prezzo». Una cena in meno, un vestito guardato, sognato e non acquistato. Le commesse di una boutique della Passeggiata guadagnano, con un po' di esperienza sulle spalle, 1.300 euro al mese. Ma quell'abbonamento per il parcheggio - raccontano quasi in coro - «proprio non ci va giù. Se sei di Viareggio sono 30 euro, ma se appena arrivi dal fuori comune la tariffa scatta a 50. È un costo che finisce per pesare sulla busta paga in un'epoca in cui si sta attenti a tutto». La crisi, tra sete e lini, si sente fino ad un certo punto: «Certo non lavoriamo con la clientela della domenica. Se una boutique è consolidata non ha perso le clienti storiche. Avvocate, professioniste, manager devono pur vestirsi...». D.F.
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