Il Tirreno

Versilia

I veleni di Mallegni al processo per la corruzione

Luca Cinotti
I veleni di Mallegni al processo per la corruzione

L'occasione è stato l'esame di Mallegni da parte dei suoi difensori, Luca Saldarelli e Sandro Guerra nel processo che lo vede imputato, assieme ad altre ventisette persone, per reati che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al mobbing al voto di scambio

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Massimo Mallegni ha tre frecce (avvelenate) nella sua faretra. E, dal banco dei testimoni, le scaglia verso tre bersagli ben precisi: l'ex comandante della polizia municipale Antonella Manzione, l'ex assessore al turismo e attività produttive Luciano Sommariva e l'ex vicesindaco e assessore all'urbanistica Marco Marchi.

L'occasione è stato l'esame di Mallegni da parte dei suoi difensori, Luca Saldarelli e Sandro Guerra nel processo che lo vede imputato, assieme ad altre ventisette persone, per reati che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al mobbing al voto di scambio. Manzione. Il tema è sempre quello: la spaccatura all'interno del comando della polizia municipale («la situazione è così anche dopo le ultime elezioni», ha chiosato Mallegni) fra filo-Manzione e anti-Manzione. Diversi sono i toni usati da Mallegni e gli episodi ricordati.

Come quello avvenuto il giorno successivo all'annuncio della ristrutturazione dei servizi comunali, che prevedeva di togliere alla Manzione il ruolo di dirigente alla polizia municipale: «La chiamai nel mio ufficio per chiarirci. Lei, indicandomi con il dito, mi disse che ero un uomo al limite fra il coraggio e l'incoscienza. E poi mi ricordò che era la sorella del pubblico ministero Domenico Manzione e mi disse che mi avrebbe denunciato per quello che avevo fatto». Un'affermazione pesante, della quale molto probabilmente sentiremo riparlare nel processo: la Manzione, infatti, è nella lista testi della difesa Mallegni e potrà in quel frangente dare la propria versione. Fatto sta che dal quel momento Mallegni fa risalire le tensioni nel comando vigili e nei suoi confronti da parte dei "dissidenti": «Sono stato punito - ha detto - perché ho osato toccare l'intoccabile». Sommariva. Il bersaglio numero due del tiro a segno mallegniano è stato l'ex assessore Luciano Sommariva. Bollato innanzitutto dal punto di vista politico: «Non lo ritenevo assolutamente adatto a quel ruolo, quando cominciai il secondo mandato volevo Corrado Lazzotti».

Ma - soprattutto - Mallegni ha insistito sui rapporti privilegiati fra Sommariva e Manzione da una parte e fra Sommariva e gli albergatori dall'altra. «L'assessore era molto amico della dottoressa Manzione» ha detto Mallegni sul primo punto. «Sommariva - ha poi preseguito l'ex sindaco - quando era in carica, ogni giovedì sera andava a cena con Fantechi, mio padre (Mario Mallegni, ndr), altri albergatori e imprenditori». Mallegni ha ricordato che fu Sommariva a telefonare al comandante Buratti per avere informazioni sul sopralluogo a Villa Marzia (hotel dei Fantechi).

E i rapporti fra Sommariva e gli albergatori sono riemersi anche quando è stato chiesto chi era il referente degli imprenditori in Comune: «Era, legittimamente, Sommariva. Mio padre e i suoi amici, con il quale avevo avuto forti divergenze d'opinione, sono venute poche volte in municipio» ha risposto Mallegni. Che poi non ha potuto trattenere una battuta acida, rivolta proprio a Sommariva: «Io, d'altra parte, a cena il giovedì sera non ci andavo...». Marchi. L'ultima freccia è stata scagliata verso Marco Marchi. Rievocati i rapporti freddi fin dalle elezioni del 2000 («lui voleva essere candidato»), Mallegni ha ricordato come Marchi, in virtù del suo ruolo di assessore all'urbanistica, abbia seguito insieme al dirigente Dante Galli le pratiche che costituiscono la parte predominante del processo.

E, per aggiungere ancora un po' di zizzania, ha raccontato un particolare sulla vicenda di via Ficalucci: «Mi dicono che il progettista era suo cugino. Non voglio insinuare niente, ma io di parenti che fanno i progettisti non ne ho».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini