Il dolore
Gara nervosa, con la Madonnina penalizzata in avvio. Terzo gradino del podio per la Cervia
Ranocchio, stoccata di D'Artagnan
Martina Ambrogi
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ARRIVO. Gabriele Goddi taglia il traguardo Il Ponte (secondo classificato) recrimina su una partenza annullata
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QUERCETA. Un urlo di gioia e lo stadio che si tinge di gialloverde. Lacrime, sorrisi e i contradaioli del Ranocchio che si stringono in un abbraccio dopo aver conquistato il primo posto nella storica corsa dei micci. Che non sarebbe se stessa senza polemiche e veleni. E quest'anno non fa eccezione. A mettere un po' di pepe nel dopocorsa è la contrada del Ponte, che ritiene di aver subito un danno, visto che in una partenza considerata "falsa" era scattata in testa. La vittoria del fantino del Ranocchio non è stata facile: Gabriele Goddi in groppa a D'Artagnan ha regalato il 55º Palio alla sua contrada dopo una gara sofferta che l'ha visto al comando dal secondo giro mai mollato dalla presa del Ponte - secondo classificato - con cui ha dovuto lottare fino al traguardo finale. Un testa a testa dall'inizio della gara quando il Ponte con Tyson è stato il più veloce ad uscire dai blocchi davanti a tutti seguito dal Leon D'Oro e subito dopo dal Ranocchio. La seconda tornata era quella decisiva: il Ranocchio in poche cavalcate balzava in testa con una grande progressione lasciandosi alle spalle tutti gli altri. Dal terzo giro era ormai una lotta a due con il Ponte - la Cervia si portava al terzo posto - che tentava l'attacco sul rettilineo opposto alla tribuna giocando il tutto e per tutto senza però riuscire nel sorpasso finale. Il Ranocchio tagliava per primo il traguardo con una vittoria inaspettata davanti alle due contrade che avevano trionfato negli anni precedenti: il Ponte secondo classificato vincitore nel 2008 e la Cervia medaglia di bronzo che aveva dominato nel 2009. È stata una corsa nervosa. Sotto un cielo adombrato dalle nuvole sono cominciati i preliminari della partenza. I micci hanno fatto l'ingresso all'interno dello stadio salutati dalla standing ovation del pubblico. Qualche minuto di ritardo prima dello start che ha fatto attendere la folla di spettatori seduti su tribune, gradinate, poltroncine al Buon Riposo e tre false partenze. La prima (quella contestata dal Ponte) per un errore tecnico dovuta alla fotocellula non ben tarata alla quale non ha fatto seguito nessuna ammonizione. La seconda e la terza per un via anticipato della Madonnina. I gialloblù, con Merlino montato da Oppito, sono dovuti indietreggiare di trenta metri per la doppia ammonizione dietro alla linea gialla così come previsto dal nuovo regolamento. Per questa edizione infatti tante novità. I micci avevano infatti cinque secondi per partire qualunque posizione occupassero e al secondo avviso una retrocessione. Inoltre la distanza da percorrere non era più di sei giri di pista come in passato ma cinque. La più veloce è stata comunque la contrada gialloverde che ha corso una gara adir poco perfetta e quasi sempre al comando. Alla fine spazio per i festeggiamenti per un traguardo che mancava dal 1998. «Sono contentissimo per i ragazzi - afferma Cesare Vignali, presidente del Ranocchio - che si sono impegnati con tanti sforzi e sacrifici. È da tanti anni che mancava la vittoria e non potevamo che essere soddisfatti». Ma la festa più grande è intorno al protagonista assoluto, il fantino Gabriele Goddi innalzato al cielo dai compagni tra cori e abbracci. «Ho vinto non solo per l'onore della mia contrada ma anche per quello del mio miccio D'Artagnan e della mia Sardegna. Io vengo dalla provincia di Nuoro e anche a loro dedico questo primo posto». Un pizzico di amarezza invece per chi si è visto sfuggire il trionfo. «La sconfitta brucia un po' - spiega Riccardo Giannelli, presidente del Ponte - soprattutto perché la prima partenza bloccata per la fotocellula non ben tarata secondo noi era valida ed avevamo iniziato benissimo posizionandoci subito in testa». Fino alla tarda serata di ieri, comunque non erano stati presentati ricorsi.
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