Il Tirreno

Versilia

Marina ed il centro più sporche

Luca Basile
L’impianto di smaltimento dell’Ersu al Portone
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L’impianto di smaltimento dell’Ersu al Portone

Lo annuncia Marchi: meno soldi dal Comune, tagli agli stagionali Ersu

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 PIETRASANTA. Veleni in salsa centro-destra a margine della querelle rifiuti. «Basta con le proroghe all'attività dell'impianto per la lavorazione del differenziato al Portone», afferma Marco Marchi che di Ersu è stato presidente.  «Ha fatto bene il sindaco Domenico Lombardi a non firmare», continua Marchi: «Il capogruppo del Pdl, Alberto Giovannetti, nell'ultimo anno di attività amministrativa non è stato capace di sottoscrivere un accordo con la Provincia. I responsabili di questo blocco sono Mallegni&co». Parole, quelle del capogruppo di "Insieme a Voi" che rimarcano ancora una volta lo stato di crisi di rapporti fra gli ex sodali di maggioranza. «Ma davvero hanno ancora il coraggio di parlare? Hanno operato tagli ai servizi di Ersu nel 2010 per circa 2 milioni di euro e tutto questo avrà ripercussioni sia sulle assunzioni stagionali che sul decoro del territorio. La verità è che l'impianto in questione andava delocalizzato: quando ero presidente di Ersu avevo già individuato la nuova area, a Seravezza. E invece ho riscontrato solo disinteresse da queste persone» sottolinea Marchi che poi rivela alcuni dettagli legati ad un accertamento della Corte dei Conti, sempre sull'attività di Ersu, risalente al 2009.  «I referenti della Corte hanno a suo tempo acquisito alcuni atti della società da me allora presieduta: in sostanza hanno voluto verificare se a fronte di un danno per Ersu ci sia stato un illecito arricchimento per gli enti locali. Come noto i vari Comuni associati chi più, come Pietrasanta e Massarosa e chi meno, come Seravezza, non ci liquidavano il dovuto nei tempi previsti: per questo motivo ci siamo ritrovati come Ersu a non potere pagare i fornitori che a loro volta ci hanno fatto pervenire pesanti decreti di ingiunzione. Ad un certo momento, della mia presidenza, fra interessi legali, interessi bancari, spese di tribunale e quant'altro si erano accumulati 6 milioni di euro di pagamenti. Da collasso finanziario della società. Che a sua volta, per non affondare, ha emesso, tramite tribunale, decreti ingiuntivi nei confronti dei comuni. Solo Pietrasanta, il più inadempiente di tutti, al di là delle parole di Giovannetti, dovrà pagare, se il tribunale accoglierà le ragioni di Ersu, circa 2 milioni di euro. Se esplode questa bomba sarà un dramma per le casse comunali e le responsabilità saranno tutte da attribuire agli amministratori del passato».  Marchi poi manda una missiva all'attuale cda di Ersu. «Noto, con rammarico, che a livello di maestranze sta tornando un certo immobilismo: qualcuno, in particolare fra i più anziani, ha un modo di proporsi che frena il decollo delle produzioni. Servono controlli e, nel caso, sanzioni, perché ne va della corretta funzionalità della società e della tutela del territorio. Quelle sanzioni che il sottoscritto - rimarca Marchi - non ha avuto certo timore a dare quando era presidente». E sempre a proposito di Ersu: la conferenza di servizi di martedì prossimo a Lucca dovrebbe chiarire se e quando l'impianto del Portone tornerà alla piena attività. I tempi, però, non si profilano dei più rapidi: si parla di un mese e mezzo di attesa per arrivare alle autorizzazioni definitive.  Il comitato. «Altro che firmare un nuovo contratto. Va revocata la convenzione». È la richiesta indirizzata al Consorzio ambiente dei comuni versiliesi dal Coaserv, comitato di associazioni per la tutela ambientale della Versilia. Si riapre così il capitolo delle polemiche, per la verità mai chiuso, sul presente e ancora sul domani prossimo dell'inceneritore del Pollino. E su quanto incidano i suoi costi sulla tariffa di smaltimento rifiuti, fissata oggi in 117 euro a tonnellata per un conferimento annuale obbligato di 125mila tonnellate «quando la Versilia - sottolinea il Coaserv - può arrivare ad un massimo di 80mila».  Le amministrazioni di Pietrasanta e Massarosa non hanno ancora ratificato l'accordo del febbraio scorso ed il Coaserv chiede loro di non farlo. Con la sollecitazione a tutti gli amministratori della Versilia ad «avviare la procedura per la risoluzione del contratto o la revoca della concessione di servizio». In quanto «non è stata garantita la costante funzionalità dell'impianto, c'è una manifesta inosservanza delle norme vigenti in relazione ai livelli di emissioni in aria e nel torrente Baccatoio (diossina rilevata in misura di 170 volte superiori ai limiti), per non parlare della violazione dell'articolo 12 con i sistemi di monitoraggio delle emissioni che, si dice, siano stati oggetto di manomissioni. Tutti motivi validi per chiedere la risoluzione della convenzione».

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