Sicurezza
Torre del Lago, chiude la libreria
Matteo Tuccini
Babele lascia: «Uccisi dall'assenza di iniziative»
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TORRE DEL LAGO. Le librerie sono come le farmacie, ha detto un giorno la proprietaria della casa editrice Mursia: quando non le trovi c'è da preoccuparsi. E Torre del Lago, il luogo d'elezione di Giacomo Puccini, rischia davvero di diventare un paese senza librerie. Sabato chiude i battenti dopo anni di attività Babele, punto vendita di viale Marconi: si trasferisce a Viareggio, perché - parola di Antonio Montaresi, il titolare - «andare avanti qui è diventato impossibile». Restano, è vero, un paio di cartolibrerie in zona. Ma sono tutte in difficoltà. Una di queste avrebbe già deciso di chiudere, facendo così il paio con Babele. Che il 21 aprirà la nuova bottega in città, in via Puccini, con una natura un po' diversa. «Seguiremo di più il settore dei libri scolastici, approfittando della vicinanza alle scuole Pascoli - dice Montaresi - credo sia l'unico modo per sopravvivere, dopo 15 anni di fatica nel settore». «Costretto a mollare». Montaresi è uno che ama il suo lavoro. Perché qui non si tratta solo di commercio. Come tutti coloro che si perdono tra le pagine di un libro, che assaporano il profumo della carta stampata e che si entusiasmano per ogni nuova uscita, non riesce a fare buon viso a cattivo gioco. «È chiaro che chiudere baracca è una cosa, riaprirla altrove è un'altra - afferma - e poi non avevo molta scelta. Avrei potuto vendere la licenza, ma non me la sentivo. Così ho deciso di cambiare. Una decisione sofferta». Anche perché il fondo di Viareggio non costa certo zero. Anzi. «Pago 100 euro in più al mese di affitto rispetto a prima - spiega Montaresi - per un locale più piccolo. Ma mi sono fatto due conti e ho capito che era l'unico modo per non essere costretto a mollare del tutto. Gli affari erano calati troppo. Anche se i clienti affezionati, che ringrazio, c'erano ancora». «Paese svuotato». Non sono solo la crisi e la concorrenza dei grossi calibri a uccidere i piccoli esercizi. C'è una politica miope, c'è l'assenza di iniziative. E qui Montaresi, come molti suoi colleghi commercianti, si infervora. «Torre del Lago sta morendo - accusa - sotto tanti punti di vista. I negozi stanno sparendo a uno a uno, proliferano solo le sale da gioco. E se parliamo di cultura, beh, francamente c'è da mettersi le mani nei capelli. Lasciando da parte il mio caso personale, il cinema Tirreno ha chiuso, piazza della Pace è stata trasformata in un deserto. Non ci sono iniziative. Ci dicono: c'è il Gran Teatro. È vero, ma è come se fosse un corpo estraneo». Ma è proprio destino che debba andare a finire così? Montaresi replica amaro: «Non voglio fare sparate. Resta il fatto che da queste parti, tra politici e referenti vari, nessuno batte un colpo».
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