Il Tirreno

Versilia

Scorrettezze elettorali, 112 multe

Luca Basile
Cartelloni elettorali a Pietrasanta
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Cartelloni elettorali a Pietrasanta

Vele, volantini, affissioni abusive: verbali per tutti i partiti in lizza

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 PIETRASANTA. «Quando è guerra è guerra». E allora vai, al bando le buone parole, i moralismi in saldo e le missive al curaro al presunto sgarbato di turno: in campagna elettorale tutto è lecito, anche l'illecito. Quanto meno sembra essere stato quest'ultimo lo slogan di riferimento dei partiti politici impegnati nella recente corsa amministrativa.  Già perché, alla fine della giostra di parole e promesse rimbalzate per mesi nella testa dei pietrasantini, il Comando di polizia municipale ha notificato ben 112 verbali di violazioni amministrative.  «Multe che hanno riguardato tutti i partiti politici protagonisti delle elezioni per il sindaco e il consiglio comunale. Nessuno escluso», è la precisazione che arriva dagli uffici.  Ma come, anche chi puntava l'indice contro l'avversario della porta accanto reo di avere 'usurpato' lo spazio di affissione altrui?  «Tutti». Ed il campionario di piccole e grandi violazioni, in chiave propaganda elettorale è davvero variegato e fantasioso: si va dalle 'vele' parcheggiate adiacenti alla strada o in prossimità di curve, quando dovrebbero essere per lo più itineranti, ai manifesti e volantini affissi fuori dalle sedi previste: pali della luce, reti di recinzione, cabine telefoniche - le poche oramai rimaste - sui muri delle abitazioni, ai guard- rail, agli alberi, alle vetrine dei negozi, in centro, a Marina, nell'angolo più remoto della collina. E ovviamente usurpando lo spazio del dirimpettaio collegato ad altra lista, sovrapponendo manifesti, allargando il proprio per oscurare l'altro, ignorando limiti e vincoli. Da destra a sinistra, passando per il centro fino a congiungere i vari estremi politici è stato uno show di irregolarità che adesso, però, qualcuno dovrà pagare. In denaro. Già perché una volta notificato il verbale di violazione amministrativa ai committenti di partito e coalizione, la documentazione viene inoltrata alla Prefettura che, a sua volta, emette ingiunzione di pagamento ai responsabili della propaganda elettorale, colpevoli di non avere vigilato a dovere sul popolo di volontari. In arrivo, dunque, un capitolo sostanzioso di sanzioni amministrative: si parte da un minimo di 103 euro per arrivare ad un tetto massimo di 1032. Spetta alla Prefettura individuare l'importo. Ma visto che pur sempre di elezioni stiamo parlando, ecco la politica arrivare in soccorso dei 'distratti di turno': si parla infatti di un condono su scala italica in arrivo per i sanzionati 'della propaganda selvaggia'.  Come a dire che i soldi risparmiati per le multe di oggi potranno essere riutilizzati per 'coprire' i costi delle eventuali irregolarità elettorali di domani. Prosit.

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