Sicurezza
Querceta. Occhi al cielo per il meteo: in caso di spostamento sarebbe caos
Palio, la sfida dei fantini
Simone Tonini
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Palio dei micci, tutto pronto per la gara di domani ma la pioggia è ancora un incognita Antidoping e pista irregolare, tensione prima della gara
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QUERCETA. Le previsioni meteo sono confortanti ma i contradaioli restano ancora con il fiato sospeso in attesa di sapere se il Palio dei Micci si farà domani oppure se subirà un ulteriore rinvio. Spostare di nuovo la data porterebbe non pochi problemi, come lo smantellamento delle circa mille protezioni di fieno attorno alla pista, oppure i Giochi delle Bandiere fissati per il 16 maggio. La Pro Loco ha già annunciato che il programma resterà invariato, dunque la febbre da Palio è più alta che mai. Protagonisti assoluti della manifestazione saranno micci e fantini. Lo sanno bene Angelo Oppito, Denis del Duca e Matteo Antonucci, 14 vittorie in tre, che hanno segnato pagine importanti del Palio dei Micci. Oppito, classe 1963, difende i colori della Madonnina e torna dopo la squalifica di tre anni comminata dalla Pro Loco nel 2006 per aver cercato di interrompere la gara dopo una partenza confusa. «Quest'anno potrebbe riformarsi la coppia Oppito- Merlino - dice il fantino pisano originario di Avellino - ho vinto otto volte il Palio, la prima con il Leon d'Oro poi sempre con la Madonnina». «Ho iniziato a correre a 14 anni- ricorda il fantino - l'emozione più bella è stata la vittoria per il 50º». Oppito è d'accordo sull'antidoping per i micci. «Quest'anno correranno tutti un po' meno - ironizza- ed è giusto così: verranno fuori i veri valori. Non condivido molto l'etilometro per noi, credo fosse sufficiente la perquisizione per evitare che fossero adoperati bastoncini e fil di ferro per spronare gli animali a correre di più». Dello stesso avviso Denis del Duca, Leon d'Oro, due vittorie con Pepe. Del Duca, classe 1970, vive a Robbio (Pv) ma il legame con il Palio è profondo. «L'antidoping è giusto ma deve essere fatto su tutti i micci: su questo è bene essere chiari. Resto perplesso sulla riduzione dei giri della corsa. Pensare che sono sempre andato forte proprio negli ultimi due giri». In qualche modo, quindi, una scelta che potrebbe penalizzarlo. «E' il decimo Palio che corro, ho iniziato nel 2001 e dal 2003 ho corso con Pepe. L'ho cresciuto io: un asino come lui non esiste. Nonostante il grave infortunio ha ottenuto dei risultati eccezionali, con il record assoluto nel 2007: 4'32'' su sei giri. Quest'anno si è allenato costantemente dunque dovrebbe essere al top». Un altro fuoriclasse è Matteo Antonucci del Ponte, due vittorie (una con la Quercia, l'altra con i rossoblu), fortemarmino nato nel 1978. «Spero di non correre su una pista disastrata. Nei nuovi regolamenti non ho trovato grandi differenze: l'antidoping è giusto e vanno adottate norme uguali per tutti». Antonucci sposta l'attenzione sui fantini. «Condivido la massima cura per la salvaguardia degli animali ma ci vorrebbe maggior sicurezza anche per noi: la pista in cui corriamo il Palio non è regolare, andava ricoperta di tufo o sabbia».
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