Finanza
Il caso. I lavori, finanziati con fondi regionali e comunali, hanno tempi precisi ma siamo ancora lontani
Chioschi da rifare, non c'è il progetto
Donatella Francesconi
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Piazza Cavour, i chioschi da rinnovare I commercianti del Piazzone: non vogliamo pagare le tende
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VIAREGGIO. L'incontro decisivo sarà quello di martedì prossimo. Dove i commercianti del Piazzone sono ben decisi a far sentire le proprie ragioni. Sul tavolo del confronto ci sono, ancora una volta, i chioschi da rifare. Con i finanziamenti (3 milioni Iva compresa) di Regione (fondi Piuss) e Comune. Del maxi progetto pronto da tempo e ormai quasi superate, ma tenuto per buono dall'amministrazione in fase di concorso per aggiudicarsi i fondi in palio, alla fine non è rimasto che il solo rifacimento dei chioschi (poco meno di cento). Niente sopraelevazione della parte centrale con cupola di copertura, niente gallerie tra i banchi per consentire gli acquisti al riparo dal maltempo. E niente pavimentazione nuova. Almeno alla voce opere da realizzare con i soli fondi regionali. «Alla pavimentazione - racconta Stefano Francesconi, presidente del Consorzio "il Pellicano" - si è impegnato a pensare il Comune con fondi propri da inserire in bilancio». Nei mesi scorsi, incontro dopo incontro, i commercianti del mercato di piazza Cavour hanno consegnato all'amministrazione comunale (l'assessore Bucciarelli, il super dirigente Ricacrdo Raffelli che ha ereditato il Piuss dal collega Franco Allegretti che il finanziamento ha portato a buon fine) un disegno di massima, uscito dalla matita di Zocchi (Libero comitato) d'intesa con tutti gli interessati. «Un disegno, un'idea - sottolinea Francesconi -: perché progettare non spetta a noi ma agli uffici comunali». Al centro della proposta, la copertura dei chioschi più ampia per consentire di non dover ricorrere all'istallazione di tende: «Due metri e mezzo di sbalzo, con dei pali a reggere la copertura - prosegue il presidente del "Pellicano" - già predisposta per poter essere agganciata ad un'eventuale copertura totale dell'area a banchi». La proposta ha ricevuto, però, il parere contrario dell'ingegner Raffaelli: «Il no - spiega Francesconi - è stato motivato con l'aumento della volumetria che tetto più pali comporterebbe. Noi ci siamo però informati e ci è stato detto che proprio così non è trattandosi di opere realizzate non dal privato, ma dall'ente pubblico». La proposta che l'amministrazione Lunardini ed i suoi uffici danno ai commercianti del Piazzone, insomma, è quella di «una scatola, in materiale ancora da definire (ma l'unica proposta è stata quella della ghisa...) con le stesse dimensioni degli attuali chioschi, con mezzo metro di tettoia». E le inevitabili tende, a carico di chi ancora non è dato saperlo. «In questi giorni - conclude Stefano Francesconi - gli operatori del mercato concluderanno la raccolta degli ultimi dati da portare all'incontro di martedì. A quel punto, però, per noi il tavolo tecnico è finito. Ora la parola tocca agli assessori. I quali devono capire, una volta per tutte, che se i lavori saranno fatti in fretta allora dal nuovo mercato può partire la rinascita del commercio in centro. Altrimenti, in tanti sono pronti a gettare la spugna».
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