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La strage di Viareggio

Strage, Rossi chiede fondi per via Ponchielli

Strage, Rossi chiede fondi per via Ponchielli

Un anno dopo la strage di Viareggio, Marco Germani, rimasto ustionato nel rogo della sua casa, e Donatella Baldi si sposeranno. Nozze che sarebbero dovute essere celebrate il 19 settembre dell'anno scorso ma che la coppia è stata costretta a rinviare per la tragedia che li ha colpiti. Intanto il neo-presidente della Regione Enrico Rossi è diventato commisario per la strage

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VIAREGGIO. Un anno dopo la strage di Viareggio, Marco Germani, rimasto ustionato nel rogo della sua casa, e Donatella Baldi si sposeranno. Nozze che sarebbero dovute essere celebrate il 19 settembre dell'anno scorso ma che la coppia è stata costretta a rinviare per la tragedia che li ha colpiti.

La notte del 29 giugno scorso, quando il gpl fuoriusc? da un vagone in transito alla stazione di Viareggio, Germani, 38 anni, riportò ustioni di secondo grado sul 35% della superficie corporea che lo costrinsero in ospedale per 20 giorni. Marco e Donatella abitavamo al civico 25 di via Ponchielli.

Donatella Baldi riusc?ì a fuggire, Marco scese per aiutare i genitori che abitavano l?ì accanto e fu investito dalle fiamme. Anche la madre di Marco Germani, Laura Galli, 56 anni, rimase ustionata, più gravemente. Trasferita in rianimazione all' ospedale Galeazzi di Milano con ustioni di terzo grado sul 45% del corpo, fu sottoposta a diversi trapianti di pelle e dimessa nell'ottobre scorso.

Ora che madre e figlio sono tornati a casa, dopo mesi di cure, la data delle nozze è stata fissata il 5 giugno prossimo. Donatella, che è fiorentina, e Marco, viareggino, si sposeranno in una chiesa di Quarrata, a metà strada tra le due città di residenza.

"Potremo celebrare quel matrimonio che tanto avevamo sognato - dicono i due sposi in un messaggio -. Ci piacerebbe poter avere l'occasione di ringraziare tutte le persone che direttamente o indirettamente, ci sono state vicine e continuano a farlo giorno dopo giorno".

Prima di loro, il 17 ottobre scorso, Ibitzen Ayad, 21 anni, unica superstite di una famiglia marocchina distrutta dall' esplosione del vagone-cisterna, si era sposata con un connazionale con cui era fidanzata da alcuni anni, Hicham Mebi, 25 anni.

Prima di loro, il 17 ottobre scorso, Ibitzen Ayad, 21 anni, unica superstite di una famiglia marocchina distrutta dall' esplosione del vagone-cisterna, si era sposata con un connazionale con cui era fidanzata da alcuni anni, Hicham Mebi, 25 anni.

Durante l'incontro in cui Enrico Rossi è stato eletto commissario per la strage, Ibitzen Ayad (Ibi) ha ricordato di essere ancora in attesa della cittadinanza italiana che le era stata promessa subito dopo la tragedia dall'amministrazione comunale. La ragazza, stamani in Comune, ha potuto incontrare il prefetto, Maurizio Maccari, che era presente al passaggio di consegne tra Claudio Martini ed Enrico Rossi. "E' solo una questione determinata dai tempi tecnici della burocrazia - ha spiegato il prefetto - ma non ci sono problemi riguardo la cittadinanza per Ibi".

"Mi auguro che sia solo questione di poco - ha commentato Ibi - e poi potrò avere la cittadinanza italiana che attendo da mesi. In seguito mi auguro, insieme a mio marito, di poter avere anche un lavoro, visto che lui è disoccupato ed io lavoro solo il fine settimana in un ristorante".

Al passaggio di consegne tra l'ex presidente della Regione Toscana Claudio Martini ed Enrico Rossi che è il nuovo commissario per Viareggio. Erano presenti il sindaco Luca Lunardini, il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli e il prefetto di Lucca, Maurizio Maccari. «Ricevo in eredità l'ottimo lavoro svolto fin qui da Claudio Martini - ha detto il neocommissario - e dagli uffici del commissario straordinario per la ricostruzione di Viareggio, testimoniato dal rispetto dei tempi previsti dal programma di ricostruzione, dagli oltre 14 milioni di euro già impegnati e dai primi ventisei cantieri aperti da coloro che hanno scelto di restare. Per ciò che mi riguarda cercherò di rispondere alle aspettative di una città ferita ma fiera e dei tanti cittadini che ogni giorno testimoniano la loro volontà di ricostruzione e di memoria».

«Ho vissuto nove mesi intensi - ha detto Claudio Martini - caratterizzati dalle iniziali difficoltà e segnati dalla drammaticità della situazione, dal dolore per i morti e dall'odissea dei feriti. Da commissario ho fatto il possibile per accelerare la ricostruzione materiale e per affrontare, nel rispetto della legge ma cercando di superare quando possibile gli intoppi burocratici, le tante situazioni particolari dietro cui stanno spesso drammatiche situazioni familiari. Avrei voluto fare di più, ma non era nelle mie possibilità, per accelerare anche la ricostruzione di gran lunga più difficile, quella morale. Abbiamo cercato di farlo chiedendo, senza ottenerla, una legge speciale per Viareggio, insieme ad un'attenzione particolare per questa città e per i suoi abitanti, che credo la meritino appieno. Voglio sottolineare lo spirito di collaborazione istituzionale e i buoni rapporti con il Comune, l a Provincia e la Prefettura, che hanno facilitato il mio impegno. Sono certo che Enrico Rossi saprà portare a compimento il lavoro avviato e mi auguro che anche sul fronte della giustizia e dei risarcimenti arrivino presto le confortanti notizie che tutti attendiamo». Dopo un vertice fra i rappresentanti del comitato tecnico, nella sala di rappresentanza del Comune si è svolto un incontro con i rappresentanti dei comitati dei familiari delle 32 vittime della strage, fra loro anche Marco Piagentini, gravemente ustionato, che nella tragedia ha perso due bambini e la moglie, e Ibi, la ragazza marocchina che ha perso tutta la famiglia.

«L'attuazione del Piano - ha concluso Enrico Rossi - prosegue con buona rapidità. Rimangono ancora alcune questioni aperte, che cercheremo di gestire al meglio in collaborazione con il Comune, con la Provincia e con la Prefettura, così da venire incontro alle richieste dei viareggini. Circa la positività dell'opera di ricostruzione sono ottimista. Il mio augurio e insieme al mia speranza è che insieme ad un'area ricostruita, Viareggio e i suoi cittadini possano ottenere presto quella verità, giustizia e sicurezza che giustamente reclamano».

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