Sicurezza
In Versilia le arselle parlano... francese
Gabriele Dini
Niente stop dall'Ue per i pescatori con il rastrello. Ma nei locali solo molluschi importati
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VIAREGGIO. L'Unione Europea rende più severe le regole per la pesca delle arselle. Ma gli estimatori dei gustosi molluschi che si armano di rastrello e pazienza per procurarsi il materiale per una buon piatto di spaghetti non devono temere. La nuova normativa europea che proibisce la pesca di bianchetti e telline con le draghe - un metodo non praticato nella nostra area - non cambierà le abitudini alimentari. Anche perché le arselle che si trovano nei mercati e nei ristoranti vengono già quasi tutte dalla Francia. A far tirare un sospiro di sollievo agli amanti della pesca con rastrello è la stessa Capitaneria di porto che nei giorni scorsi aveva annunciato, per i pescatori sportivi (cioè non professionisti) la possibilità di raccogliere le "telline" a partire da inizio maggio secondo le consuete norme: meno di 5 chili a testa, niente pesca nei giorni festivi e divieto di vendere il materiale. Le nuove norme europee non dovrebbero mutare molto il mercato. «Non ci risultano cambiamenti - fa sapere Riccardo Larini della Tosco Pesca, una grossa azienda che commercia pesce - anche perché i pochi professionisti che operano in zona usano semplici rastrelli per raccogliere le arselle». Larini ricorda anche che le arselle in vendita devono essere già "spurgate" e devono riportare nel cartellino la provenienza per le norme sulla tracciabilità. «ormai - conclude Larini - quasi tutte le arselle vengono dalla Francia, qui quasi nessuno le lavora: è troppo dispendioso».
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