Sicurezza
Cittadella, incognita garanzie
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Andrea Palestini e la Cittadella Palestini: l'area è a servizi pubblici, banche poco interessate
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VIAREGGIO. Quanto vale la Cittadella? Diciotto milioni e 400mila euro come da stima degli uffici comunali (ingegner Raffaelli e geometra Mugnani). O forse nulla. Nel caso la Fondazione Carnevale si rivelasse in grado di non pagare le rate e la lettera di patronage che il Comune rilascia alla Bnl non sia di «contenuto impegnativo» come richiesto dalla banca a garanzia dell'operazione di leasing. Perché - spiega il consigliere comunale del Partito democratico, Andrea Palestini - c'è un "piccolo" particolare «che la relazione stranamente non riporta: l'area della Cittadella è urbanisticamente destinata a servizi pubblici, con specifico riferimento al Carnevale». Pertanto, scrivono in un'interrogazione i consiglieri comunali del Pd, Batistini e Palestini, insieme al capogruppo della Sinistra Arcobaleno, Milziade Caprili, «nell'ipotesi (quella più probabile, praticamente certa) che la Fondazione non fosse in grado di pagare con le proprie forze il leasing, se il Comune non fosse obbligato a sostituirsi, la garanzia della proprietà unicamente di un parco pubblico si profilerebbe come un'arma sostanzialmente spuntata per la banca. Salvo che il Comune acconsentisse ad una diversa destinazione urbanistica. Ecco la necessità per la banca di una lettera di patronage forte che vincoli giuridicamente il Comune a garantire il pagamento delle rate del leasing. Ecco la necessità di valutare bene se viene rispettato l'art. 207 del Testo unico enti locali sulle garanzie fidejussorie». I tre consiglieri chiedono al sindaco Lunardini «maggiori chiarimenti riguardo ai contenuti della lettera di patronage e se ritenga che l'analisi contenuta nella relazione di quotazione sia sufficiente e se sia firmata da tecnico legalmente abilitato a tale compito». Sul caso vendita della Cittadella intervengono anche i consiglieri di indirizzo della Fondazione Carnevale, Roberto Veronesi e Battista Ceragioli: «La Fondazione - scrivono - non ha svolto una vera e propria gara con un bando pubblico per la scelta dell'Istituto di credito con il quale contrarre il leasing. La decisione del CdA della Fondazione apparirebbe quindi illegittima. In quanto ente interamente partecipato e controllato dal Comune, (e in base alla giurisprudenza) ha infatti gli obblighi di legge di dover esperire una regolare e trasparente gara europea, visto il rilevante importo. La Fondazione si è limitata invece ad inviare una generica lettera ad un numero ristretto di Istituti di credito, indicando una cifra, intorno ai 15 milioni di euro, inferiore a quella definitivamente concordata, completando l'iter con una semplice trattativa privata». Date le cifre in ballo - continuano i due consiglieri della Fondazione - lo svolgimento della gara europea attraverso un bando di evidenza pubblica «anche se non fosse ritenuta obbligatoria, sarebbe opportuna garanzia di reale trasparenza e tutelerebbe l'interesse pubblico meglio di una trattativa privata con un unico Istituto». Al presidente Giovanni Maglione, la richiesta «di ritirare la decisione e di pubblicare un regolare bando corredato di tutta la documentazione necessaria». Nel loro ragionamento, Ceragioli e Veronesi toccano anche il tasto delle redditività che la Cittadella dovrà raggiungere per garantire alla Fondazione di essere in grado di far fronte alle rate: «Non si vede traccia di nessun impegno a redigere un programma di utilizzo della Cittadella in questo senso».
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