Attenzione
Sei mesi di reclusione
Imprenditore condannato per truffa
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MASSAROSA. L'imprenditore edile Luciano Gabrielli è stato condannato a 6 mesi di reclusione e 300 euro di multa (con la sospensione della pena) per truffa. Era accusato di aver stipulato la cessione dello stesso appartamento, che sarebbe sorto a Quiesa, a due persone differenti. Tutto era partito da un incontro tra i due acquirenti, uno dei quali - dopo aver capito cos'era successo - aveva presentato la denuncia. Da lì era stata avviata l'inchiesta, che aveva portato al rinvio a giudizio dell'imprenditore di 58 anni, noto anche per il fallimento della sua azienda. Al termine del dibattimento, il giudice unico Gerardo Boragine ha accolto la tesi del pm onorario Michela Malfatti, e ha condannato Gabrielli. La difesa dell'imprenditore massarosese, portata avanti dall'avvocato Mario Barsanti, ha insistito sul fatto che non esistevano i presupposti della truffa, quindi l'episodio che aveva preso spunto dalla querela presentata da Aldo Costia poteva avere solo una rilevanza civile e non penale. A Luciano Gabrielli la Procura contestava di aver sottoscritto il preliminare di acquisto con due persone per lo stesso appartamento: il primo era stato Paolo Rugani, il secondo Aldo Costia. «Dopo la sottoscrizione del preliminare - ha affermato Rugani - Gabrielli mi propose di acquistare un altro immobile, cedendo quello sul quale c'era già l'accordo: gli dissi che ci avrei riflettuto. Poi, un giorno passai davanti al primo immobile in costruzione per controllare lo stato di avanzamento dei lavori: fu in quella occasione che conobbi Costia, il quale mi rivelò che anche lui aveva raggiunto l'intesa per l'acquisto dello stesso immobile». Da quell'episodio, la denuncia-querela di Costia e l'inchiesta, fino alla condanna.
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