Sicurezza
La (travagliata) storia del piano di recupero del calzaturificio
Dieci anni fa il primo progetto Il via libera sotto la giunta Larini
Marco Pomella
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La Forestale al lavoro 2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Una storia lunga e contestata quella che ha visto la ristrutturazione - e il contestuale cambio di destinazione d'uso da produttivo a residenziale - dell'ex calzaturificio di via Papa Giovanni XXIII, proprio di fronte agli uffici distaccati del Comune e al comando della polizia municipale. L'idea di ristrutturare quella vecchia fabbrica e farne appartamenti è dei primi anni del 2000. Nell'autunno del 2004 il piano di recupero arriva in consiglio comunale dove ottiene l'ok a maggioranza per l'adozione. Poi, nell'estate del 2005, arriva anche l'ok per l'approvazione, anche questa volta a maggioranza. E l'intervento parte nei primi mesi del 2006. Con la Iffi Immobiliare di Viareggio incaricata di effettuare i lavori. Il progetto prevede che si ricavi un unico edificio di circa 16 mila metri quadri con 63 unità immobiliari: 45 appartamenti di varie metrature (da 70 a oltre 100 metri quadri) più nove fondi commerciali e nove uffici al pian terreno. In cambio, al Comune, sarebbero andate oltre alle normali opere di urbanizzazione (marciapiedi e punti luce) una grande sala in cui era previsto sorgesse la nuova biblioteca comunale, la superficie della piazzetta interna del palazzo e un piccolo parcheggio pubblico sul retro dell'edificio. Come accennato l'intervento non passò tra l'indifferenza. In particolare l'allora opposizione di centrosinistra (si parla del secondo mandato del sindaco Fabrizio Larini) si batté in tutte le occasioni per contrastare quel piano di recupero. Non tanto perché non fossero d'accordo nel riqualificare una zona centralissima di Massarosa. Quanto perché a loro avviso erano troppi gli appartamenti concessi (che avrebbero consumato il già scarso dimensionamento di alloggi previsti sul resto del territorio). E perché alla nuova costruzione non corrispondevano adeguati standard. Prima di tutto la viabilità e i parcheggi, insufficienti secondo l'opposizione a supportare il nuovo carico di urbanizzazione. La battaglia vide uniti Pd, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista (che si opposero in entrambi i casi in cui il documento passò per l'assise cittadina). Ma la maggioranza di centrodestra rimase compatta, con l'eccezione del consigliere Adalberto Casanova che su quel piano sollevò alcuni dubbi e perplessità. Ora della legittimità di quell'operazione se ne sta occupando la Procura di Lucca.
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