Il Tirreno

Versilia

Ballottaggio tra 15 giorni. Marco Marchi vola al 21% ma non basta per superare Pdl-Udc al 27%

Duello finale tra Lombardi e Spina

Aronne Angelici
Duello finale tra Lombardi e Spina

Il centrosinistra parte con un vantaggio di quasi 2900 voti

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 PIETRASANTA. Per un paio di ore il centrosinistra ha visto a portata di mano la vittoria al primo turno di Domenico Lombardi. Poi, quando la miscela delle sezioni scrutinate è risultata un po' più equilibrata (un pizzico di Marina, un po' di Centro, l'Africa, Strettoia) il sogno è stato rimandato all'11 e 12 aprile, data del ballottaggio. Lombardi (46,32%, 7099 voti) se la vedrà con Daniele Spina (27,63%, 4235 voti). Spina (Pdl e Udc) ha vinto il duello fratricida (e suicida) nel centrodestra contro Marco Marchi (Lega, Pri e Insieme a voi) che ha conquistato 3238 voti pari al 21,13%.  Un discreto risultato, vista anche la grande bagarre e la concorrenza, l'ha raggiunto Ermanno Sorbo. La sua lista, Progetto Pietrasanta, ha conquistato 596 voti pari al 3,9%. Sorbo in settimana si siederà ad un tavolo con Lombardi: potrebbe venirne fuori un accordo elettorale (un invito a votare Lombardi al ballottaggio) o addirittura (ma è poco probabile) un apparentamento ufficiale che comporterebbe l'inserire il simbolo di Progetto sulla scheda e, però, una diversa ripartizione dei seggi della coalizione di centrosinistra (a scapito, del Pd). A completare il quadro lo scarso risultato della lista civica di Sterttoia Montiscendi guidata da Moreno Fontana: 158 voti, 1%. A Strettoia si è combattuto casa per casa e sia l'Udc che lo stesso Marchi avevano carte pesanti da giocare. In ogni caso chi governerà dovrà fare attenzione - era questo in fondo lo scopo - alla "questione" Strettoia Montiscendi.  Il voto delle regionali, come spesso accade, non si è riprodotto e riversato sulle comunali. Due casi su tutti, quello dell'Italia dei valori e della Lega. Entrambe hanno avuto un risultato eccezionale alle regionali, con il partito di Di Pietro balzato al 7,8% con 964 voti e il partito di Bossi a quota 1216 voti pari al 9,9%. Successo parecchio ridimensionato (anche se comunque buono rispetto al passato) alle comunali: la Lega si è attestata al 4,2% (575 voti) e l'Idv al 3,93% (539 voti). Va anche detto che la Lega alle regionali ha certo beneficiato dell'alleanza con Pri e gli uomini di Marchi mentre alle comunali ognuno ha corso per sè.  Ballottaggio dunque. Con Lombardi grande favorito (con o senza l'accordo con Sorbo). Tra lui e Spina ci sono 2900 voti. Tanti da recuperare visto che un accordo con Marchi pare escluso dalle pregiudiziali che quest'ultimo pone. A Spina probabilmente non resterà che cercare di portare alle urne chi è rimasto a casa (i votanti sono stati alla fine 15864 pari al 73,9% ma i voti validi sono stati solo 13.728) e puntare poi su slogan più politici che amministrativi. Anche se, visti i risultati delle urne (il Pd in caso di vittoria avrà il controllo assoluto della maggioranza con 9 seggi su 12) il pericolo - per i moderati - di un Lombardi condizionato dall'estrema sinistra appare più remoto.  La Federazione della sinistra (Rc più Pdci per semplificare) ha preso 938 voti pari al 6,8% quando alle precedenti comunali del 2005 la sola Rc aveva 1160 voti e il 7,9% e il Pdci 545 voti 3,7%. Una parte dei voti sono finiti nella lista Pietrasanta civica -Sel 671 voti (4,9%). In caso di vittoria di Lombardi Rc, Idv e Sel avranno un seggio ciascuno.  Abbiamo parlato degli estremi, ma certamente c'è stato un effetto Lombardi sui voti del Pd: 4230 voti pari al 30,8%, quasi 1200 voti in più rispetto al 2005 (alla somma di Ds e Margherita): un forte recupero. Il Pdl esce invece dimezzato dalle urne per la guerra tra mallegnani e non: An e FI insieme nel 2005 avevano in dote 7250 voti. Altri tempi: ieri la quota era 3303 voti, 24%. L'Udc, pur esprimendo il candidato a sindaco, ha perso terreno rispetto al 2005: 573 voti (4,2%) contro gli 849 (5,85) del 2005.  Ballottaggio dunque. Una corsa elettorale un po' anomala. La spinta del treno dei 239 candidati al consiglio comunale si è di fatto esaurita e il problema principale, a destra come a sinistra, è quello di riportare alle urne i propri sostenitori.  Il centrosinistra, come a Forte dei Marmi e Massarosa, ha la palla sul dischetto del rigore (e il portiere sembra un po' in bambola): riuscirà a cogliere l'occasione e tornare dopo dieci anni al governo della città?

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