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Versilia

Santini eletto lascia la Patrimonio

Donatella Francesconi
Santini eletto lascia la Patrimonio

«Come interpreto il risultato del voto? Come una conferma: sono il sindaco di centrodestra di una città che tendenzialmente vota a sinistra». Luca Lunardini ha trascorso il pomeriggio elettorale «per lo più in Municipio». Poi si è fatto vedere anche nella sede del Pdl

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VIAREGGIO. «Come interpreto il risultato del voto? Come una conferma: sono il sindaco di centrodestra di una città che tendenzialmente vota a sinistra». Luca Lunardini ha trascorso il pomeriggio elettorale «per lo più in Municipio». Poi si è fatto vedere anche nella sede del Pdl, partito che lancia il coordinatore comunale Giovanni Santini dritto in consiglio regionale. Che, commentando l'esisto, punta il dito sull'astensionismo, parlando di fenomeno «devastante», «un allarme vero per la tradizione del nostro Paese. Eravamo abituati e ben altro, al voto di 8 persone su dieci».  Rimette gli incarichi, così annuncia Santini, per andare a sedersi tra i banchi del consiglio regionale con l'intenzione «di rappresentare le istanze del territorio, a maggior ragione considerando che per l'"area moderata" della Versilia ottenere un consigliere regionale non è una cosa ricorrente. Ho già rimesso al partito e al sindaco la mia piena disponibilità a lasciare, rispettivamente, il ruolo di capogruppo provinciale e la presidenza della Viareggio Patrimonio. Credo che in politica sia utile evitare certe sovrapposizioni; non voglio mettere in difficoltà nessuno ma sono pronto a fare spazio ad altri, come è giusto che sia».  E la performance del Pdl a Viareggio? «Ne sono moderatamente soddisfatto, con il 52,6% di affluenza si poteva temere ben peggio. Ci confermiamo il primo partito la forbice rispetto al Pd resta marcata. Il confronto con le ultime regionali è confortante, quello con le politiche del 2008 meno».  E ora, Firenze. Puntando su quali temi? «Penso allo sviluppo economico del nostro territorio, all'eccesso di vincoli del parco San Rossore Massaciuccoli, alle scelte che riguarderanno il porto e lo stesso stadio. Tutti argomenti sui quali sono convinto si possa riunire una sensibilità diffusa, per centrare qualche obiettivo anche dall'opposizione».  Il centrosinistra inteso come potenziale coalizione a Viareggio si conferma maggioritario, ma non basta a mandare a Firenze un proprio rappresentante. Neppure se si chiama Marco Montemagni e di strada tra Viareggio ed il capoluogo di regione ne ha macinata, tanto da conquistare per Sinistra ecologia e libertà il 7,3%: «Il risultato cittadino segna un giudizio negativo rispetto all'attuale amministrazione comunale e le potenzialità del centrosinistra. Dovremo impegnarci da subito per trasformare questo dato in una vera e possibile alternativa».  A lasciare la Versilia senza un consigliere in quota maggioranza di governo della Regione, va detto, ci si sono messe anche le discussione pre primarie per la scelta di un Maurizio Verona che Viareggio non ha sostenuto, tra litigi e distrazioni, e che ha dovuto così vedersela con due "mostri" sacri del suo partito, quali Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti (che non ce l'ha fatta, però), entrambi espressioni di Lucca.  Marina Staccioli, per la Lega, è l'altra consigliera che la Versilia esprime. Lei, annuncia, a Firenze vuole andare da Forte dei Marmi per «fare da subito una battaglia contro gli enti inutili e relativi sperperi, veri e propri poltronifici per i "trombati" del Pd». Nell'elenco figurano: la Società della salute (che la Versilia, però, ha approvato unita), l'Autorità di bacino, i Consorzi di bonifica.  E, ancora, in testa agli obiettivi di Staccioli e degli altri 3 consiglieri (forse 4) del partito di Bossi che la Toscana ha mandato a rappresentarla, «il fatto di poter essere in tutto e per tutto dalla parte dei cittadini toscani». Quelli "doc", s'intende...  Nulla di fatto, invece, per Massimiliano Simoni. L'ex coordinatore versiliese di Alleanza nazionale, presidente di Versiliana e Festival pucciniano resta tra mare e Apuane: «A mio parere se c'è qualcuno che ha perso in queste elezioni è la politica». Il riferimento è all'astensionismo, ma anche all'assenza di preferenze del sistema elettorale: «Passa solo chi è nei listini bloccati. Questo è un fatto». Al suo partito, Simoni imputa «un difetto di gioventù, a livello locale, come in quello nazionale». E qui il pensiero a Pietrasanta è scontato, con la «necessità di individuare una condotta unitaria che eviti quanto appena accaduto».  Il commento del Partito democratico viareggino è quello del segretario Giovanni Giannerini, che non usa giri di parole: «A Viareggio le sinistre, con il voto appena incassato, sono in grado di riprendersi il Comune».  Forse lo sa anche il sindaco in carica. Che, poco prima di recarsi in via Ponchielli per la commemorazione dei nove mesi dalla strage del 29 giugno scorso, così articola il proprio pensiero: «Devo impegnarmi moltissimo per questa città che due anni fa mi ha cercato non solo per la mia connotazione politica, ma anche motivi». La città, continua Lunardini. «mi ha votato perché vuole un modo nuovo di amministrare. Modo che va al di là della politica».  E se è vero che «il Pdl resta il primo partito a Viareggio, e questo è importante», conclude Lunardini, è altrettanto vero che «l'altissima astensione registrata deve far riflettere tutti, amministratori e politici, su questo risultato che è il più eclatante di tutti».

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