Sicurezza
VERDE PUBBLICO
«Chiudo il parco e lo do in gestione»
Donatella Francesconi
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LA CASA DEI BAMBINI. Com’è oggi lo spazio del Comune dedicato ai più piccoli«Recinto la pineta, metto i cancelli e poi chiamo un'associazione a gestirla». Athos Pastechi illustra il progetto di trasformazione dello spazio verde del centro città: da aperto a chiuso, da pineta come è stata fino ad oggi a parco pubblico. Dato in gestione per le attività di vigilanza e pulizia
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VIAREGGIO. «Recinto la pineta, metto i cancelli e poi chiamo un'associazione a gestirla». Athos Pastechi illustra il progetto di trasformazione dello spazio verde del centro città: da aperto a chiuso, da pineta come è stata fino ad oggi a parco pubblico. Dato in gestione per le attività di vigilanza e pulizia.
Basta uno sguardo tutto intorno per realizzare che la pineta - tornata agli onori delle cronache con i blitz anti droga dei carabinieri - è diventata tutto un cantiere. All'interno del quale Pastechi si aggira tra piante da tagliare e pulizia che lascia a desiderare. «Sono una cinquantina i pini da abbattere», spiega Pastechi mentre percorre il verde su e giù, telefonino all'orecchio per sollecitare i permessi («sono venti giorni che aspettiamo») che per legge devono essere rilasciati dalla Sovrintendenza affinché possano mettersi al lavoro uomini e mezzi della cooperativa Poseidon (ma i costi quali sono?).
L'assessore al decoro mostra i grossi ciocchi degli alberi già rimossi: «Tocca le radici: senti, sono bagnate, marce». Sarebbero gli effetti delle abbondanti piogge invernali, dell'acqua che ha impregnato il terreno e ancora non se n'è andata del tutto. Complice un sistema di fossi che non funziona come dovrebbe sul drenaggio del sottosuolo: «Il Consorzio di bonifica - racconta ancora Pastechi - ha iniziato in questi giorni la pulizia che gli compete».
Radici deboli, piante alte che poggiano su altri alberi togliendo respiro al bosco. In Comune c'è un botanico? Non sembra, ma Pastechi si muove per la pineta con convinzione, indicando gli alberi segnati di arancione e giallo, per lo più nella zona a ridosso della via Vespucci: «Io sono nato nella macchia lucchese», afferma con piglio decisionista, «e ne sono più di tutti. Qui bisogna sfoltire, da una parte all'altra della pineta lo sguardo deve arrivare senza trovare ostacoli. Non bisogna più vedere zone di buio. E poi il parco, una volta recintato e dotato dei suoi bei cancelli, dovrà vivere tutto l'anno. Basta con la filosofia per cui a Viareggio si lavora tre mesi e poi si sta con le mani in mano il resto del tempo!».
A dargli una mano - è l'annuncio - anche la Comunità montana della Garfagnana: «Ci donano 10mila piante, a nostra scelta». Che saranno collocate al posto di quelle tagliate.
L'anno prossimo, poi, sarà la volta dei platani del viale Capponi: «L'ultima parola spetta all'Arpat - continua l'assessore - e sembra che questi alberi non siano malati. Ma sicuramente hanno bisogno di essere potati».
Mentre l'assessore-giardiniere illustra il suo programma, non sfugge tutto intorno la sporcizia della pineta. Cestini rovesciati, lo scheletro di una bicicletta abbandonata nell'erba, un'asse da stiro appoggiata ai cassonetti, in bellavista, plastica in giro ovunque. «Vedrai che ci faccio pulire», tuona Pastechi: «E ci rivediamo qui per il "Merendino". Tutto non si può fare, ma vi dimostro io come cambia la musica in pineta...».
Nel giorno del patrono il viale, complice una temperatura mite e la quasi festa, è animato: bambini, animali, chi corre per sport e chi impara a muovere i primi passi. I noleggi di biciclette e "grilli" aprono i battenti: «Ma per noi ci sono notizie?», è la domanda. Perché tra un anno scadono le licenze edilizie (già pagate) per i nuovi casottini di rimessaggio dei mezzi previsti dal Piano della pineta. Ma del Comune, con gli adempimenti che gli competono, si sono perse le tracce. Nel frattempo continuano i controlli dei carabinieri: ieri i militari hanno arrestato Abdellaoui Naoifel, 26 anni, tunisino, trovato con 10 grammi di cocaina.
Basta uno sguardo tutto intorno per realizzare che la pineta - tornata agli onori delle cronache con i blitz anti droga dei carabinieri - è diventata tutto un cantiere. All'interno del quale Pastechi si aggira tra piante da tagliare e pulizia che lascia a desiderare. «Sono una cinquantina i pini da abbattere», spiega Pastechi mentre percorre il verde su e giù, telefonino all'orecchio per sollecitare i permessi («sono venti giorni che aspettiamo») che per legge devono essere rilasciati dalla Sovrintendenza affinché possano mettersi al lavoro uomini e mezzi della cooperativa Poseidon (ma i costi quali sono?).
L'assessore al decoro mostra i grossi ciocchi degli alberi già rimossi: «Tocca le radici: senti, sono bagnate, marce». Sarebbero gli effetti delle abbondanti piogge invernali, dell'acqua che ha impregnato il terreno e ancora non se n'è andata del tutto. Complice un sistema di fossi che non funziona come dovrebbe sul drenaggio del sottosuolo: «Il Consorzio di bonifica - racconta ancora Pastechi - ha iniziato in questi giorni la pulizia che gli compete».
Radici deboli, piante alte che poggiano su altri alberi togliendo respiro al bosco. In Comune c'è un botanico? Non sembra, ma Pastechi si muove per la pineta con convinzione, indicando gli alberi segnati di arancione e giallo, per lo più nella zona a ridosso della via Vespucci: «Io sono nato nella macchia lucchese», afferma con piglio decisionista, «e ne sono più di tutti. Qui bisogna sfoltire, da una parte all'altra della pineta lo sguardo deve arrivare senza trovare ostacoli. Non bisogna più vedere zone di buio. E poi il parco, una volta recintato e dotato dei suoi bei cancelli, dovrà vivere tutto l'anno. Basta con la filosofia per cui a Viareggio si lavora tre mesi e poi si sta con le mani in mano il resto del tempo!».
A dargli una mano - è l'annuncio - anche la Comunità montana della Garfagnana: «Ci donano 10mila piante, a nostra scelta». Che saranno collocate al posto di quelle tagliate.
L'anno prossimo, poi, sarà la volta dei platani del viale Capponi: «L'ultima parola spetta all'Arpat - continua l'assessore - e sembra che questi alberi non siano malati. Ma sicuramente hanno bisogno di essere potati».
Mentre l'assessore-giardiniere illustra il suo programma, non sfugge tutto intorno la sporcizia della pineta. Cestini rovesciati, lo scheletro di una bicicletta abbandonata nell'erba, un'asse da stiro appoggiata ai cassonetti, in bellavista, plastica in giro ovunque. «Vedrai che ci faccio pulire», tuona Pastechi: «E ci rivediamo qui per il "Merendino". Tutto non si può fare, ma vi dimostro io come cambia la musica in pineta...».
Nel giorno del patrono il viale, complice una temperatura mite e la quasi festa, è animato: bambini, animali, chi corre per sport e chi impara a muovere i primi passi. I noleggi di biciclette e "grilli" aprono i battenti: «Ma per noi ci sono notizie?», è la domanda. Perché tra un anno scadono le licenze edilizie (già pagate) per i nuovi casottini di rimessaggio dei mezzi previsti dal Piano della pineta. Ma del Comune, con gli adempimenti che gli competono, si sono perse le tracce. Nel frattempo continuano i controlli dei carabinieri: ieri i militari hanno arrestato Abdellaoui Naoifel, 26 anni, tunisino, trovato con 10 grammi di cocaina.
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