Il Tirreno

Versilia

LA PROTESTA

VIAREGGIO. «Guardate quei segni arancioni sui pini: significa che sono tutti ...

Donatella Francesconi
 VIAREGGIO. «Guardate quei segni arancioni sui pini: significa che sono tutti ...

«Guardate quei segni arancioni sui pini: significa che sono tutti da tagliare! L'assessore Pastechi qui ci vuole fare una radura...». Dopo la polizia, nel senso del blitz dei carabinieri, la pulizia. Annunciata da Athos Pastechi, affidata alla "Poseidon" (ma Pastechi non parla mai di cifre) e pronta a scattare

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VIAREGGIO. «Guardate quei segni arancioni sui pini: significa che sono tutti da tagliare! L'assessore Pastechi qui ci vuole fare una radura...». Dopo la polizia, nel senso del blitz dei carabinieri, la pulizia. Annunciata da Athos Pastechi, affidata alla "Poseidon" (ma Pastechi non parla mai di cifre) e pronta a scattare.
Tra le proteste di chi in pineta gestisce attività commerciali come, per esempio, il chiosco davanti all'ex ospedale Tabarracci. Dove, ieri mattina, il Partito democratico ha tenuto una conferenza stampa organizzata dal proprio circolo nel quartiere Marco Polo. A parte qualche sfumatura verde-Lega (Fabio Bartoli al grido di «la pineta è dei viareggini, tutti ci possono venire ma poi a decidere siamo noi») i toni sono stati quelli di un ragionamento complessivo sui pezzi del territorio cittadini e sulle modalità per utilizzarli e viverli a pieno. A cominciare dal «Piano di utilizzo predisposto dalle amministrazioni precedenti», ha ricordato il segretario del Pd, Giovanni Giannerini, «che non sembra essere noto all'amministrazione Lunardini».

Il Partito democratico - questo l'annuncio di ieri mattina - «riunirà a breve, sulla questione pineta di Ponente e suo utilizzo per assicurarne maggior sicurezza al di là dei blitz delle forze dell'ordine, il secondo "Town meeting", forum dal vivo con tutti i soggetti interessati all'argomento: dai cittadini, alle categorie economiche, al mondo dell'associazionismo fino agli stessi immigrati, si potrebbe ipotizzare in questo caso. «Apriamo la discussione ed il confronto, mettiamo sul piatto le proposte che ne emergeranno, considerando che l'utilizzo della pineta di Ponente non può prescindere dallo scegliere cosa, tutti insieme, ne vogliamo fare». Il nodo da sciogliere, insomma, non è solo quello di «capire come si presidia la pineta, come si usa e non solo come la si allestisce, con le recinzioni ed i pavoni dell'assessore Pastechi o senza, o con il mostrare i musicali una volta ogni tanto che non serve».

A fianco del segretario, molti esponenti del Pd: dal capogruppo in consiglio comunale Antonio Batistini, ai consiglieri Romanini e Palestini, al responsabile dell'organizzazione Alberto Corsetti, Tenna Liberatore e Adalgisa Mazza, rispettivamente membri della direzione regionale del Partito democratico e della segreteria regionale. Segno che lo spazio verde nel cuore della città ed il suo futuro è uno degli argomenti più sentiti.
«Chi ci segnala i problemi di questo parco - spiega Chiara Romanini - lamenta abbandono e degrado: rampicanti che sciupano le piante, rami abbandonati alla base degli alberi, vetri per terra di fronte alle cabine del telefono, cestini rotti. Bene: serve per questa area la stessa attenzione che il Comune da alla Passeggiata».

L'amministrazione, conclude Giannerini, «dovrebbe fare da "animatore economico"» e le categorie dovrebbero rispondere ad una "chiamata" che non è e non è stata - sottolinea il segretario del Pd - al centro dell'azione di governo delle amministrazioni viareggine. «L'amministrazione Lunardini ce l'ha un progetto complessivo di come si vive il territorio? A me sembra proprio di no».

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