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QUALE TURISMO

Congressi, aria di scioperi

Donatella Francesconi
Un incontro al Centro congressi
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Un incontro al Centro congressi

Stato di agitazione per i lavoratori del Centro congressi "Principe di Piemonte" e sciopero dietro l'angolo. Impiegati, bagnini, operai della struttura che l'amministrazione Lunardini vuole vendere chiamano in causa proprio il primo cittadino attraverso un documento in fase di definizione ed una raccolta di firme estesa a tutta la città

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VIAREGGIO. Stato di agitazione per i lavoratori del Centro congressi "Principe di Piemonte" e sciopero dietro l'angolo. Impiegati, bagnini, operai della struttura che l'amministrazione Lunardini vuole vendere chiamano in causa proprio il primo cittadino attraverso un documento in fase di definizione ed una raccolta di firme estesa a tutta la città per dire no alla privatizzazione della storica struttura cittadina che costituisce - spiega Lino Giovannelli, della Filcams-Cgil - «una ricchezza per la città, oggi oggetto di un'operazione sbagliata che caparbiamente la giunta intende portare avanti».

Incontro in Regione. Il sindacato - annuncia Giovannelli - ha chiesto un incontro urgente con l'assessore regionali Cocchi «per portare a Firenze le nostre ragioni e il nostro dissenso nei confronti della scelta della giunta». Secondo la Cgil, infatti, i giochi non sarebbero del tutto fatti: «Non ci risulta che la Regione abbia ancora deciso, nonostante quello che sostiene il Comune, in merito alle variazioni presentate dall'amministrazione ai progetti per i fondi del Piuss».

Il promotore che fa? I lavoratori del Centro congressi annunciano «manifestazioni davanti al Comune e azioni di protesta», oltre alla raccolta di firme in città. «L'opinione che abbiamo sempre avuto - spiega Roberto Mencarini, delegato Rsu - è che ci sia stata la volontà precisa fin dall'inizio di portare il Centro congressi allo sfascio». Centro congressi che - sottolineano i lavoratori - avrebbe dovuto trovare nuova energia attraverso l'affidamento della promozione alla "Enic" di Firenze che ha vinto una gara per un totale di 150mila euro in tre anni. «Cosa hanno fatto non lo sappiamo - sottolineano Cgil e dipendenti - e neppure quale sia stato il ritorno e neppure se "Enic" abbia iniziato a lavorare o meno».

Il trucco del Piuss.Intanto la crisi ha inevitabilmente portato meno eventi e quando, attraverso il progetto per i fondi regionali, sembrava che la struttura potesse tornare a nuova vita è arrivata, invece, la doccia fredda. «In quattro mesi, dalla notizia dell'ok ai finanziamenti fino ad oggi che cosa è stato fatto? - chiedono i lavoratori -. Ed inoltre, con quale criterio è stato affidato l'incarico al progettista? Che tempi ha avuto? Ha avuto modo di avere i contatti necessari per analizzare esigenze e costi? Perché quando è emerso che vi sarebbero stati costi ulteriori non sono state contattate le categorie, la Provincia, tutti coloro che erano coinvolti nella concertazione prevista dal Piuss? Il sindaco ci deve dare risposte: C'è una cambiale da pagare a qualche cementificatore?».

Famiglie da difendere. Le ultime considerazioni sono «per i ripetuti attacchi rivolti da esponenti della maggioranza al governo della città nei confronti dei lavoratori del Centro congressi. Che si sono visti trattare con parole di disprezzo totale. Bene: all'assessore Bucciarelli che ironizza sulla difesa dei posti di lavoro diciamo che abbiamo il diritto-dovere di difendere anche un solo posto di lavoro perché dietro ogni posto di lavoro c'è una persona, una famiglia con i suoi bisogni e le sue esigenze». Ad uscirne bocciato è l'operato della presidente della Versilia Viareggio Congressi, Manuela Clerici. Alla quale viene contestato di «aver distrutto la struttura organizzativa del personale, aver creato un clima di tensione con il personale, i clienti dello stabilimento e del congressuale, aver impedito il funzionamento del consiglio d'amministrazione». Nero su bianco nel documento da recapitare al sindaco.

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