Il Tirreno

Versilia

L'INCHIESTA AFFARI SPORCHI

La Procura: «In 17 a processo»

Luca Cinotti
La Procura: «In 17 a processo»

Saranno 17 gli imputati che, il prossimo 6 maggio, varcheranno la porta del tribunale di Lucca per l'udienza preliminare dell'inchiesta "affari sporchi". Il pubblico ministero Fabio Origlio ha depositato alla fine di febbraio la richiesta di rinvio a giudizio e il gup Simone Silvestri ha, di conseguenza, fissato la data

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CAMAIORE. Saranno 17 gli imputati che, il prossimo 6 maggio, varcheranno la porta del tribunale di Lucca per l'udienza preliminare dell'inchiesta "affari sporchi". Il pubblico ministero Fabio Origlio ha depositato alla fine di febbraio la richiesta di rinvio a giudizio e il gup Simone Silvestri ha, di conseguenza, fissato la data.

Comincerà così il percorso in tribunale dell'inchiesta che, nel giugno del 2008, mise a soqquadro il comune di Camaiore e parte del tessuto imprenditoriale della Versilia: nel mirino, soprattutto, i lavori per la realizzazione del pontile, dei poli scolastici di Lido e Capezzano e quelli (ancora da effettuare) per l'ex BussolaDomani.

La richiesta di rinvio a giudizio firmata da Origlio (che ha preso il posto di Domenico Manzione) ricalca quanto contenuto nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Viene quindi ribadito il ruolo centrale dell'empolese Claudio Castellacci, ex dirigente dei lavori pubblici. Per lui accuse pesanti, dalla corruzione al falso, dal peculato alla turbativa d'asta. Secondo la ricostruzione della Procura di Lucca, Castellacci avrebbe preparato, nel caso del pontile, tutti gli atti in modo da favorire l'associazione di impresa fra Varia Costruzioni, Quadrifoglio e Bicicchi. Ricevendo - secondo l'accusa - 210mila euro versati sul conto della St Engineering, ditta empolese intestata al figlio di Castellacci, Francesco, ma in realtà gestita dal padre. Per questo capo d'imputazione è richiesto il processo per Castellacci, suo figlio, Stefano Varia, Brunello Pardini (legale rappresentante della Quadrifoglio), Giuseppe Bicicchi, il segretario comunale Giuseppe Testa e Livio Radini, ingegnere lucchese che del pontile fu progettista. Secondo quanto si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, le procedure del project non sarebbero neanche mai state "vistate" dall'ufficio ragioneria, creando così debiti fuori bilancio.

Meccanismo simile sarebbe stato adottato per l'Ex Benelli. Il "Consorzio stabile" di Milano sarebbe riuscita a diventare promoter del progetto grazie a Castellacci, che avrebbe anche convinto Varia a non partecipare, con la promessa di estendere la convenzione sui parcheggi. Per questo è richiesto il processo per i Castellacci, per Varia, per Maurizio Mitola (empolese, collaboratore della St), per Eugenio Pozzi e Lorenzo Scarpellini (Consorzio stabile) e per il pistoiese Riccardo Chiti (che avrebbe dovuto curare le aree a verde).

Il terzo filone "edilizio" riguarda le scuole di Lido e Camaiore. Per questi l'appaltatrice (l'Unieco di Reggio Emilia) avrebbe pagato Castellacci (100mila euro) per sottostimare la perizia giurata degli immobili avuti come contropartita dei plessi scolastici. Il processo viene quindi chiesto per Claudio Castellacci, Stefano Marrucci, e i dirigenti di Unieco Giampaolo Ferrari, Luigi Guidetti e Luigi Pierotti.

Ci sono, infine, filoni che riguardano gli incarichi dati a firma di Castellacci a Livio Radini e alla ditta dei fratelli pistoiesi Riccardo e Mario Chiti e un'accusa di peculato per Castellacci e la dipendente comunale Barbara Rovai.

Dall'inchiesta sono usciti - con una recentissima archiviazione - il sindaco Giampaolo Bertola, l'assessore Mauro Santini, l'ex comandante dei vigili Giovanni Del Tozzotto e il funzionario comunale Davide Dini.

Tuttavia anche il sindaco Bertola è stato invitato a comparire il 6 maggio: il Comune di Camaiore, infatti, è considerato parte offesa.

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