Il Tirreno

Versilia

VIAREGGINI ALLA RIBALTA

Ho creato gli occhialiper lo sguardo sexy di Lady Gaga

Matteo Tuccini
Leandro Emanuel Emede
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Leandro Emanuel Emede

Le ho spedito dieci modelli da me disegnati perché mi piace come artista, non credevo che avrebbe gradito. Poi l'hanno beccata all'aeroporto con indosso le "mie" lenti asimmetriche: sono saltato sulla sedia

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VIAREGGIO. Lei è la principessa ereditaria della musica pop mondiale (la regina, noblesse oblige, resta pur sempre Madonna). Lui è un giovane creativo con la passione per i videoclip. In comune hanno una cultura mixata, un po' italiana e un po' no. E un paio di occhiali. Con cui lei, Lady Gaga, è stata "paparazzata" all'aeroporto londinese di Heathrow. E il giovanotto, quando ha visto le foto, è saltato dalla sedia: «Ma quelli li ho creati io!».

Paparazzata all'aeroporto.
«Quando alcuni amici mi hanno avvisato che Lady Gaga era stata fotografata con i miei occhiali indosso - afferma Leandro Manuel Emede, 30 anni, argentino di nascita e viareggino d'adozione - sono rimasto di sasso». Poi si è fiondato sul sito di fan che aveva appena pubblicato gli scatti strappati alla cantante sabato scorso, mentre stava per prendere un volo per Los Angeles. Ebbene sì: quel paio di lenti asimmetriche, modello "Monster", che coprono gli occhioni seducenti della popstar americana, sono stati disegnati da un ragazzo della Versilia. Nato a San Isidro nella provincia di Buenos Aires, è vero, ma pur sempre cresciuto da queste parti.

«Gesto spontaneo».
«Vorrei chiarire subito una cosa - dice Leandro - si è trattato di un puro caso. Io le ho spedito una decina di modelli, di colori e dimensioni varie, perché la ritengo un personaggio straordinario, che sta stravolgendo il mondo della musica. E lei, evidentemente, ha gradito». Precisazione d'obbligo: si sa che queste superstar sono delle macchine da dollari, e il rischio che qualcuno si appropri di una pubblicità senza pagare non è tollerato dai supermanager dello spettacolo Usa.

Asimmetrici.
Leandro Emede non è un designer. Lavora con lo sguardo della telecamera, anche se odia la definizione di videoartista. «È una parola insulsa, che non significa granché - spiega - peggio c'è solo videomaker. A me basta la parola "regista"». Ogni giorno produce filmati nel suo laboratorio alla Sterpaia, il centro per la creatività fondato da Oliviero Toscani nel parco di San Rossore.
«Perché gli occhiali? Beh, per un motivo banale - spiega - due anni fa ne stavo cercando un paio e non ho trovato oggetti di mio gusto. A quel punto mi sono messo a disegnare un modello, dove ho cercato di riportare il mio essere un po' disordinato: di qui la scelta dell'asimmetria tra una lente e l'altra».
E l'idea, a quanto pare, sta avendo successo. «Abbiamo uno show room a Milano e vendiamo molto su Internet - afferma - soprattutto ad americani e giapponesi. Che adorano gli "Sugarkane", i modelli più piccoli». Il nome è preso in prestito dalla suonatrice di ukulele interpretata da Marilyn Monroe in "A qualcuno piace caldo". «Un'altra donna straordinaria, che ha cambiato l'immaginario», conclude sognante Leandro. Proprio l'obiettivo della sua Lady Gaga. E chissà che la star non ci riesca con il suo (piccolo) aiuto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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