Il Tirreno

Versilia

STRAGE VIAREGGIO

Ecco i volti dei nostri morti

Donatella Francesconi
Ecco i volti dei nostri morti

Le immagini parlano da sole. C'è babbo Marco che se li tiene stretti al cuore come non ha più fatto da quella maledetta notte: Stefania Maccioni, Luca e Lorenzo Piagentini. La sua vita. Spezzata tra le fiamme che lo hanno tenuto per mesi in ospedale, stretto al loro ricordo e al faccino sveglio di Leonardo, miracolosamente scampato

2 MINUTI DI LETTURA






VIAREGGIO. Le immagini parlano da sole. C'è babbo Marco che se li tiene stretti al cuore come non ha più fatto da quella maledetta notte: Stefania Maccioni, Luca e Lorenzo Piagentini. La sua vita. Spezzata tra le fiamme che lo hanno tenuto per mesi in ospedale, stretto al loro ricordo e al faccino sveglio di Leonardo, miracolosamente scampato. Sfilano, i familiari di chi non c'è più da quel 29 giugno 2009, in una città fantasma. L'Aquila, dove il 6 aprile la terra ha tremato e la sciaguratezza dell'uomo e degli affari ha fatto quello che il terremoto da solo non avrebbe fatto.

"A breve solo gli indagati": rosso nero, lo striscione è partito da Viareggio alle cinque del mattino, insieme a due pullman pieni zeppi (108 persone) e tre auto private. Il riferimento è al processo breve, sul quale la manifestazione è stata chiara: per le indagini relative a sciagure di tale portata significherebbe non avere mai giustizia.

Tutti insieme - chi ha perso casa, lavoro, affetti, e chi, come l'Assemblea 29 giugno, da mesi lotta perché non si ripeta - fino a L'Aquila dove tutto è ancora da ricostruire, raccontano i viareggini al telefono. Per sfilare a fianco di chi ha perso tetti e pezzi di cuore nel terremoto del 6 aprile, ai parenti dei lavoratori morti nel rogo della Thyssen a Torino, a chi si è visto franare il mondo addosso a Giampilieri (Messina) a chi non può dimenticare quella scuola crollata a San Giuliano e le sue piccole vittime.

La tragedia di Viareggio fa eco: «Siamo stati intervistati», racconta chi ha partecipato al corteo: «Radio e televisioni volevano sapere degli indagati...». Alla domanda rispondono gli striscioni che da mesi comitati e parenti di chi non c'è più portano in strada e appendono (anche ai carri del Carnevale) per ricordare forte: "Trentadue morti zero indagati".
«Chi ci ha visti sfilare a L'aquila», sono le testimonianze al telefono mentre la manifestazione è ancora in corso, «non riesce a crederci...». Zero indagati e 32 foto appese al collo. Squarci di felicità falciata via dal treno che ti entra in casa. E nessuno ha colpa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze