Il Tirreno

Versilia

IL CASO

La piscina rischia la chiusura

Matteo Tuccini
<strong>IMPIANTO. </strong>Da sinistra la piscina e il foglio con cui si annuncia la chiusura
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IMPIANTO. Da sinistra la piscina e il foglio con cui si annuncia la chiusura

La piscina comunale rischia di chiudere. Tra meno di un mese scadrà la convenzione tra la società Viareggio Patrimonio (che possiede l'immobile) e le sette associazioni sportive, riunite nel comitato Casa, che gestiscono l'apertura al pubblico

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VIAREGGIO. La piscina comunale rischia di chiudere. Tra meno di un mese scadrà la convenzione tra la società Viareggio Patrimonio (che possiede l'immobile) e le sette associazioni sportive, riunite nel comitato Casa, che gestiscono l'apertura al pubblico.
Il personale, perciò, ha affisso un cartello alla reception in cui spiega che - stando così le cose - il 4 aprile le associazioni saranno costrette a lasciare l'impianto. Con le porte sbarrate.

Un bel pasticcio, che - oltre al disagio per centinaia di utenti e allievi dei corsi - rischia di mandare a casa una trentina di persone, tra i dipendenti assunti dal comitato e i volontari delle associazioni che ottengono un rimborso spese per i vari lavoretti.

L'incontro. A quanto pare, però, qualcosa si sta muovendo per rimediare, ed evitare così una mezza figuraccia. Lunedì ci sarà un incontro sugli impianti sportivi tra l'assessore Nicodemo Pistoia, il direttore generale del Comune Edoardo Rivola, il dirigente dei servizi sportivi Giulio Marlia e Angelo Bertolucci della Viareggio Patrimonio. In particolare, si discuterà della possibilità di una proroga della convenzione fino al termine dell'anno.

«Il lavoro delle associazioni è stato eccellente - afferma l'assessore Pistoia - penso che debba essere riconosciuto, a fronte della ricerca di una soluzione. Il meccanismo della gestione degli impianti, comunque, è questo: non dipende solo dall'assessorato allo sport, c'è un altro soggetto in ballo che è la Patrimonio. Giusto o sbagliato che sia, questo è».

«Incertezza». Le associazioni tengono i toni bassi. E si dichiarano disposte a rivedere i termini della convenzione. «Per quanto ci riguarda - afferma Franca Zappelli, presidente del Comitato associazioni sport acquatici - siamo qui per rendere un buon servizio, non per lucrare. Siamo pronti anche a rivedere i termini dell'accordo. Ma è chiaro che non possiamo scendere sotto il livello minimo vitale. Perché siamo arrivati a questo punto? Non lo so. So solo che così programmare è impossibile».

«Si è perso tempo». Dopo l'incontro di lunedì, la questione arriverà in consiglio comunale, nella commissione controllo. «Vogliamo che ci sia una soluzione rapida, dopo aver perso troppo tempo - spiega Andrea Palestini (Pd), presidente della commissione che vigila sulla Viareggio Patrimonio - Secondo il regolamento comunale per le convenzioni, approvato circa un anno fa, doveva essere indetta una gara per l'affidamento della piscina di via Menini. E invece siamo arrivati alla scadenza della convenzione, senza prendere alcuna decisione.

È chiaro, però, che per fare una gara non c'è più tempo». In commissione si parlerà anche del servizio bar, da tempo chiuso, cosa che ha scatenato diverse polemiche anche in occasione del meeting Mussi-Femiano-Lombardi.

Duro anche il commento di Isaliana Lazzerini (Pdci), vicepresidente della commissione: «Se il servizio dovesse essere interrotto per fare una nuova gara - dice - la Patrimonio si dovrebbe accollare tutte le spese per la messa a norma di tutto lo stabile, e nel frattempo tutti coloro che accedono alla piscina dovrebbero necessariamente trovare un altro Comune che li possa accogliere. Per chi non può trasmigrare non c'è soluzione: tutti a casa. Naturalmente dovrà essere prevista la modalità della rateizzazione di quanto deve essere restituito alla Patrimonio, e se deve essere gestito insieme alla piscina il servizio bar, un aspetto fondamentale».

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