Gioco
ASSOLUZIONE
Morì 8 giorni dopo il ricovero:assolti i tre medici del Versilia
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LA SENTENZA. L’ospedale unico VersiliaNon ci fu colpa medica per la morte di Anna Maria Gemignani. Il giudice unico Gerardo Boragine ha assolto i tre medici - tutti del reparto di Medicina dell'ospedale Versilia - imputati per la morte della paziente di 70 anni, originaria di Piano di Conca, deceduta il 22 febbraio 2003 per complicazioni cardiache e un edema polmonare
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VIAREGGIO. Non ci fu colpa medica per la morte di Anna Maria Gemignani. Il giudice unico Gerardo Boragine ha assolto i tre medici - tutti del reparto di Medicina dell'ospedale Versilia - imputati per la morte della paziente di 70 anni, originaria di Piano di Conca, deceduta il 22 febbraio 2003 per complicazioni cardiache e un edema polmonare.
I parenti della donna avevano ritenuto che il comportamento dei medici fosse stato «non consono» alla loro professione.
Sotto accusa, secondo i familiari, il momento del primo ricovero nel reparto e il giorno del decesso. Di lì la Procura della Repubblica, dopo le indagini, aveva ipotizzato l'accusa di omicidio colposo, chiedendo il rinvio a giudizio per i tre medici Genzano Renato Bechi (difeso dall'avvocato Enrico Marzaduri), Angelo Pizzi e Alessandro Torrini (entrambi tutelati dall'avvocato Carlo Alberto Antongiovanni).
La sentenza di assoluzione, pronunciata dal giudice Boragine al termine dell'ultima udienza, riporta motivazioni diverse.
Secondo il magistrato, da parte dei medici Angelo Pizzi e Alessandro Torrini c'è stato un comportamento «irreprensibile dal punto di vista professionale», dal momento in cui Anna Maria Gemignani è arrivata nel reparto fino al decesso. I periti nominati dal tribunale, degli esperti dell'università di Pisa, hanno in pratica affermato che la procedura applicata dai dottori era corretta e che le cure alla donna sono state «adeguate».
Assolto anche il dottor Bechi, che il 14 febbraio aveva firmato il certificato di dimissioni, ma con una motivazione diversa: «Perché il fatto non sussiste».
Secondo la sentenza, non ci fu un nesso fra le prime dimissioni e il successivo peggioramento del quadro clinico della Gemignani, avvenuto otto giorni dopo.
Insomma, nessuna colpa medica: secondo lo studio dei periti, il quadro clinico della donna era gi compromesso.
I parenti della donna avevano ritenuto che il comportamento dei medici fosse stato «non consono» alla loro professione.
Sotto accusa, secondo i familiari, il momento del primo ricovero nel reparto e il giorno del decesso. Di lì la Procura della Repubblica, dopo le indagini, aveva ipotizzato l'accusa di omicidio colposo, chiedendo il rinvio a giudizio per i tre medici Genzano Renato Bechi (difeso dall'avvocato Enrico Marzaduri), Angelo Pizzi e Alessandro Torrini (entrambi tutelati dall'avvocato Carlo Alberto Antongiovanni).
La sentenza di assoluzione, pronunciata dal giudice Boragine al termine dell'ultima udienza, riporta motivazioni diverse.
Secondo il magistrato, da parte dei medici Angelo Pizzi e Alessandro Torrini c'è stato un comportamento «irreprensibile dal punto di vista professionale», dal momento in cui Anna Maria Gemignani è arrivata nel reparto fino al decesso. I periti nominati dal tribunale, degli esperti dell'università di Pisa, hanno in pratica affermato che la procedura applicata dai dottori era corretta e che le cure alla donna sono state «adeguate».
Assolto anche il dottor Bechi, che il 14 febbraio aveva firmato il certificato di dimissioni, ma con una motivazione diversa: «Perché il fatto non sussiste».
Secondo la sentenza, non ci fu un nesso fra le prime dimissioni e il successivo peggioramento del quadro clinico della Gemignani, avvenuto otto giorni dopo.
Insomma, nessuna colpa medica: secondo lo studio dei periti, il quadro clinico della donna era gi compromesso.
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