Attenzione
IL VINCITORE
Vannucci, un trionfo... a braccia alzate
Claudio Vecoli
Una vittoria netta, anche se senza distacchi abissali. I cigni di Roberto Vannucci si impongono sulla danza del drago di Verlanti e dei fratelli Bonetti con sette punti di vantaggio. Che salgono a dieci se il confronto lo si fa con la città-fortezza dei Lebigre, terzi classificati. Insomma, per usare una metafora ciclistica, quella di Vannucci è stata una vittoria... a braccia alzate
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VIAREGGIO. Una vittoria netta, anche se senza distacchi abissali. I cigni di Roberto Vannucci si impongono sulla danza del drago di Verlanti e dei fratelli Bonetti con sette punti di vantaggio. Che salgono a dieci se il confronto lo si fa con la città-fortezza dei Lebigre, terzi classificati. Insomma, per usare una metafora ciclistica, quella di Vannucci è stata una vittoria... a braccia alzate: non per distacco, quando si seminano gli avversari per strada; ma neppure al fotofinish, quando a decidere è il classico colpo di reni.
Degli otto giurati chiamati a stilare le loro pagelle, ben quattro hanno scelto i «Cigni» come loro carro preferito (il professor Bendinelli, i due Bigongiari e Lorenzo D'Andrea). In tre hanno invece dato il loro voto più alto alla coppia Lebigre-Roger (Adriana Bonetti e i due Galli), mentre uno soltanto ha scelto come suo carro preferito quello di Verlanti e dei Bonetti (il fotografo Adolfo Favilla).
E allora se un arrivo quasi allo sprint c'è stato, è quello per il secondo posto. L'ha spuntata la danza del drago grazie ad una maggiore uniformità di giudizio (i voti validi sono andati da un minimo di 47 ad un massimo di 52), mentre la coppia Lebigre-Roger ha pagato oscillazioni maggiori fra giurato e giurato. Alla fine i due carri sono stati divisi da appena tre punti.
Decisamente più attardati gli altri (ricordiamo che a ciascun costruttore è stato tolto il voto più alto e quello più basso per evitare eccessive partigianerie). L'Alfabeto apocalittico di Avanzini (quarto) ha raccolto 284 voti complessivi, il carro della rinascita di Fabrizio Galli ne ha totalizzati 270 e così via.
Al di là delle polemiche sui verdetti, qualche perplessità è nata semmai sulla decisione della Fondazione di inserire fra i giurati anche Adriana Bonetti, apprezzatissima grafica nonché figlia di Uberto Bonetti, ma anche cugina di primo grado dei fratelli Bonetti (che concorrono con Verlanti). In realtà - schede alla mano - il suo voto pro Lebigre ha addirittura rischiato di far perdere il secondo posto alla danza del drago, ma sull'opportunità di inserirla fra gli otto giurati non sarebbe guastata una maggior cautela.
«Quando il presidente Maglione mi ha interpellato - rivela Adriana - io per prima ho sollevato questo problema. Poi però ho capito che il presidente ci teneva ad avermi in giuria ed ho accettato. Credo però che la mia parentela mi abbia semmai condizionato al contrario, anche se sono convinta di aver stilato la mia pagella con scrupolo e in piena coscienza».
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