Sicurezza
L'ALLUVIONE
Gli eroi del Consorzio di bonifica
Donatella Francesconi
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Al lavoro per liberare dall’acqua la zona alluvionata Le pompe per il Consorzio sono arrivate anche da fuori ToscanaFacce da ragazzi qualsiasi, mentre ti raccontano come si siano visti «crollare nell'acqua della piena del Serchio il ponte prima di quello su cui ci eravamo appostati». A casa loro la tavola apparecchiata, i regali, mogli, fidanzate, famiglie riunite intorno al pranzo di Natale. Intorno ai quattro, invece, solo acqua. Quella del fiume straripato a Nodica all'alba del 25 dicembre scorso
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VIAREGGIO. Facce da ragazzi qualsiasi, mentre ti raccontano come si siano visti «crollare nell'acqua della piena del Serchio il ponte prima di quello su cui ci eravamo appostati». A casa loro la tavola apparecchiata, i regali, mogli, fidanzate, famiglie riunite intorno al pranzo di Natale. Intorno ai quattro, invece, solo acqua. Quella del fiume straripato a Nodica all'alba del 25 dicembre scorso. Alessandro, Alfonso, Michele e Davide: tutti dipendenti del Consorzio di Bonifica, tutti premiati ieri per i salvataggi di cui si sono resi protagonisti. Senza riflettori e telecamere, ma con grande coraggio.
«I due anziani che abbiamo aiutato - racconta il viareggino Alessandro Dinelli, di professione geometra - sono stati poi ricoverati per due settimane in ospedale». Si erano presi la polmonite, continua Alfonso Baiocchetti, ingegnere di Marina di Carrara. I due uomini si trovavano, intorno a mezzogiorno del 25 dicembre, a Nodica per controllare l'evolversi della piena: «L'acqua aveva già allagato l'autostrada - ricordano - e stava venendo rapida verso l'impianto idrovoro del Consorzio. Abbiamo imboccato la strada sterrata che dalla Costanza porta all'Aurelia e quando siamo stati in fondo, vicino alla pineta, l'acqua era già per un buon tratto sopra la strada». Dove due anziani, marito e moglie di 82 e 83 anni, «tentavano di raggiungere casa in auto».
Un attimo: «La piena li ha scaraventati insieme alla macchina nei campi adiacenti». Lì sono rimasti, «attaccati alla portiera dell'auto, mentre l'acqua gli saliva rapidamente fino alla vita». Trenta metri separano il campo da Alessandro e Alfonso: «Abbiamo provato ad avvicinarci, sia con il Defender che a piedi. Ma la violenza della piena era tale da rendere l'operazione impossibile». Dato l'allarme, sono stati mobilitati i vigili del fuoco: «Dal campo chiedevano aiuto, verso di noi - è il ricordo come fosse ora - e non ce la siamo sentiti di lasciarli soli».
Alessandro e Alfonso (che ammette di non saper nuotare) sono rimasti lì, sul ponticello davanti a quello crollato sotto i loro occhi, aspettando l'elicottero dei vigili del fuoco cui fare da punto di riferimento: «Ci sono volute due ore per recuperare Oscar Bertipaglia e la moglie. Poi siamo rimasti ancora lì, in mezzo alle onde della piena, ad attendere che l'elicottero tornasse a prenderci».
La mattina di Natale, Raffaello Malfatti non credeva ai propri occhi: acqua ovunque, intorno all'azienda agricola alla Costanza. «Quando l'abbiamo intercettato - racconta Michele Lomi, guardia del Consorzio, vecchianese come Davide Pieri, il collega premiato con lui - si trovava in difficoltà con l'auto, fermamente intenzionato a raggiungere la propria azienda per mettere in salvo gli animali». Per convincerlo, Michele e David, non hanno esitato «ad afferrarlo con decisione, caricandolo dietro al rimorchio». La macchina di Malfatti è andata travolta dalla piena un attimo dopo. Gli animali, invece, sono stati liberati dai due coraggiosi dipendenti del Consorzio.
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