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Versilia

IL CASO

Polemica per l'ordinanza anti ciclisti

Marco Pomella
Camaiore, patria del ciclismo professionisti Qui un passaggio sul Pitoro al Gp
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Camaiore, patria del ciclismo professionisti Qui un passaggio sul Pitoro al Gp

«Non credo proprio che il sindaco di Camaiore possa vietare ai gruppi di ciclisti di girare liberamente per le strade. Se lo farà con un'ordinanza siamo pronti anche a fare appello e a ricorrere per vie legali. Se invece si sta discutendo sulla mancanza di disciplina di molti ciclisti ha ragione. Ma non è con i divieti che si risolvono i problemi»

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CAMAIORE. «Non credo proprio che il sindaco di Camaiore possa vietare ai gruppi di ciclisti di girare liberamente per le strade. Se lo farà con un'ordinanza siamo pronti anche a fare appello e a ricorrere per vie legali. Se invece si sta discutendo sulla mancanza di disciplina di molti ciclisti ha ragione. Ma non è con i divieti che si risolvono i problemi».

A parlare è Pierluigi Del Pistoia, presidente della associazione "Gran Fondo Versilia, Ciclismo e Solidarietà" che organizza una delle classiche del circuito italiano amatori ed è da sempre in stretto contatto con tutte le associazioni ciclistiche della Provincia.

Le affermazioni del sindaco Giampaolo Bertola non hanno lasciato indifferente il mondo del ciclismo.

Il primo cittadino ha parlato chiaro: «Sto preparando un'ordinanza per vietare a gruppi numerosi di ciclisti di poter occupare indiscriminatamente tutta la carreggiata della strada».

Per Del Pistoia l'ordinanza sarebbe illegale. «Ai professionisti e agli amatori basta il tesserino della federazione per poter circolare. Fare una guerra frontale ai ciclisti non servirebbe a nulla. E i politici dovrebbero mettersi d'accordo: prima chiedono di lasciare l'auto e andare in bici. Ma se siamo troppi, ci dicono che forse sarebbe meglio girare in macchina».
Senza dimenticare che il ciclismo muove migliaia di appassionati.

«Nei periodi invernali - ricorda Del Pistoia - grazie a piccole e grandi gare, piccoli o grandi raduni, sono migliaia le persone, con famiglie al seguito, che dormono negli hotel della Versilia, che mangiano nei ristoranti, che spendono sul territorio. Una delle poche forme di turismo che è sicura sia in estate che in inverno».

Anche Del Pistoia ammette però che un problema di indisciplina esiste.
«Quando i gruppi sono troppo numerosi effettivamente rendono difficile il transito delle auto. L'impegno di renderli più disciplinati c'è. Noi cerchiamo sempre di tenere le bici massimo in doppia fila, o in fila indiana nelle strade più strette». Ma a volte restare sul margine destro della carreggiata è davvero impossibile.

«Ci sono zone, ad esempio lungo la Provinciale, dove non è possibile camminare sul margine visto che è pieno di buche, radici, dossi. E camminare al centro della carreggiata, ricordiamo, è prima di tutto un pericolo per il ciclista stesso».

Del Pistoia rilancia allora un suo vecchio cavallo di battaglia.
«In inverno, escluso il periodo di Carnevale, c'è poca gente in giro. Perché non chiudere il lungomare da Massa a Lido e lasciarlo per ciclisti e pedoni. Questo sì sarebbe un bel modo per attirare gente e, al contempo, abbassare l'inquinamento».

Simile, ma più blanda, la posizione di Giovanni Fontanini, presidente dell'Aocc, l'organismo che raggruppa i più importanti organizzatori di corse ciclistiche, oltre che funzionario dell'ufficio sport di Camaiore e, in quanto tale, tra gli organizzatori del Gp di Camaiore.

«Ben venga il turismo delle due ruote - dice - ma è vero che i gruppi spesso sono indisciplinati e causano problemi di viabilità e a volte di ordine pubblico. L'ordinanza va studiata bene nei pro e nei contro. Perché non bisogna dimenticare che la passione per il ciclismo è anche salute, sport e ambiente. Ma il Comune farebbe bene a prendere dei provvedimenti».

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