Il dolore
MAGGIOR CONTROLLI
Carne danese e olio non italiano
Donatella Francesconi
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AL CENTRO COTTURA. Da sinistra: gli addetti tagliano il pollo; la commissione fa domande; la pasta che arriva dall’Irpinia; il pollo è in cottura"Olio italiano: la qualità si fa riconoscere ogni giorno". È lo spot tv in onda da qualche giorno per espressa volontà del ministro delle politiche agricole Luca Zaia. Ma i bimbi che mangiano alle mense scolastiche gestite da Asp, l'olio italiano in tavola non lo vedono.
Durante la visita organizzata ieri dalla commissione mensa (insegnanti, genitori, Asl), alla quale erano stati invitati i giornalisti, abbiamo trovato bottiglie di extra vergine ottenuto da "miscela di olii comunitari"
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VIAREGGIO. "Olio italiano: la qualità si fa riconoscere ogni giorno". È lo spot tv in onda da qualche giorno per espressa volontà del ministro delle politiche agricole Luca Zaia. Ma i bimbi che mangiano alle mense scolastiche gestite da Asp, l'olio italiano in tavola non lo vedono.
Durante la visita organizzata ieri dalla commissione mensa (insegnanti, genitori, Asl), alla quale erano stati invitati i giornalisti, abbiamo trovato bottiglie di extra vergine ottenuto da "miscela di olii comunitari". Ovvero olii - e non olive come ci ha invece spiegato sul posto Gianpiero Di Piramo, responsabile di Alisea, aziende che fornisce il servizio ad Asp - provenienti dai Paesi della Comunità europea. Pur essendo extravergine, l'olio «utilizzato per condire» non è biologico e non è italiano. Con buona pace del ministro.
Dopo l'olio non c'è prodotto che faccia Italia più del pomodoro. I bambini, generalmente ne vanno ghiotti, facendo festa a tutto quanto è al sugo. Nei locali del Centro cottura delle Bocchette abbiamo trovato numerose latte di polpa di pomodoro di un famoso marchio dell'industria alimentare italiana. Che non riportavano - anche dopo l'accurato controllo delle stesse eseguito da Di Piramo - l'origine del prodotto contenuto. «Non è indispensabile, a noi bastano le caratteristiche organolettiche in linea con il capitolato d'appalto», ha risposto Di Piramo alle nostre perplessità.
Risposta errata: perché la legge 204 del 3 agosto 2004 (sono passati, dunque, quasi sei anni) stabilisce che «al fine di consentire al consumatore finale di compiere scelte consapevoli sulle caratteristiche dei prodotti alimentari posti in vendita, l'etichettatura dei prodotti medesimi deve riportare obbligatoriamente l'indicazione del luogo di origine o provenienza». Per un prodotto alimentare trasformato - specifica ancora la legge - è fatto obbligo di indicare «la zona di coltivazione o di allevamento della materia agricola prevalentemente utilizzata nella preparazione e nella produzione».
Da dove arrivi la polpa, che comunque non è biologica, dunque non si sa. Frutta e verdura, invece, vengono acquistati a Frosino da "Mondialfrutta" e sono biologici. Le patate arrivano da Sud, come la pasta "Baroni" (biologica) che proviene dall'Irpinia. La carne di manzo, biologica, fa un lungo viaggio dalla Danimarca alle Bocchette. Il pollo arriva dalla provincia di Verona. Il succo di limone è in bottiglia. Tutte notizie che hanno spinto i genitori presenti alla visita a domandare cosa ne sia stato dei buoni propositi di ricorrere sempre di più alla cosiddetta "filiera corta" raccomandata ai più piccoli negli incontri "A scuola con gusto".
«Solo da quest'anno la Regione Toscana ha dato questa indicazione», spiega per Asp il direttore, Marco Franciosi: «Dunque abbiamo iniziato a valutare contratti con i produttori di zona che devono, però, rispettare i criteri fissati. La politica degli acquisti "a chilometro zero", tra l'altro, presuppone una programmazione produttiva da parte di chi rifornisce la mensa». Nonostante i buoni propositi, però, «attualmente niente proviene da fattorie locali». E la commissione mensa si è presa un impegno a continuare a lavorare per raggiungere, invece, l'obiettivo della filiera corta.
Infine, una notazione d'obbligo: come si vede nelle foto, non tutti gli operatori all'interno del centro cottura, ieri mattina quando la visita è stata effettuata, indossavano i guanti. Pur essendo impegnati a maneggiare cibi e contenitori che li racchiudono.
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