La manifestazione
EDILIZIA: I CONTROLLI
Migliaia di edifici fantasma
Luca Cinotti
Quasi seimilasettecento fra box, rimesse, pertinenze e - in qualche caso - abitazioni. Tutti con un filo rosso: non essere mai state dichiarate al catasto. Sono i numeri, per la Versilia, resi noti dall'Agenzia del territorio che ha terminato (per la nostra zona) la ricognizione dei fabbricati non in regola
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VIAREGGIO. Quasi seimilasettecento fra box, rimesse, pertinenze e - in qualche caso - abitazioni. Tutti con un filo rosso: non essere mai state dichiarate al catasto.
La ricognizione. Sono i numeri, per la Versilia, resi noti dall'Agenzia del territorio che ha terminato (per la nostra zona) la ricognizione dei fabbricati non in regola. Un'iniziativa cominciata nel 2007, che l'ex Catasto ha portato avanti incrociando le proprie banche dati con quelli di altri enti e con le foto aeree ad alta risoluzione. Un paio d'anni fa erano stati resi noti i dati di Seravezza e Camaiore, ora è toccato agli altri cinque comuni.
La classifica. Il Comune che fa la parte del leone in Versilia è Pietrasanta, con oltre duemila casi. Staccati gli altri due sul podio, Camaiore e Massarosa. Sotto i mille casi Viareggio, mentre i tre comuni più piccoli fanno registrare poche centinaia di edifici fantasma. Dati, questi, che confermano come il problema che genericamente possiamo chiamare dell'abusivismo colpisce in maniera particolare le zone collinari, dei quali i primi tre comuni (soprattutto Camaiore e Massarosa) sono particolarmente ricchi. Certo è che Pietrasanta spicca, anche considerando i numeri di violazioni in relazione agli abitanti. Per quanto riguarda il tipo di immobile "contestato", per la maggiora parte sono edifici accessori al corpo principale dell'abitazione.
Mettersi in regola. Il primo passo da fare è sapere se la propria costruzione è fra quelle non in regola. Per farlo si può contattare il proprio comune, rivolgersi all'ufficio più vicino dell'Agenzia del territorio o consultare il sito www.agenziaterritorio.it. Con l'accortezza di informarsi sulla particella catastale occupata dal proprio immobile.
Fatta salva la possibilità di errori durante la ricognizione, il cittadino deve dichiarare i fabbricati al catasto edilizio urbano, entro sette mesi (e quindi, per i cinque comuni, entro luglio). La dichiarazione deve essere preparata da un tecnico. È possibile il "ravvedimento" anche una volta trascorso il termine dei sette mesi, ma in quel caso si pagherà l'intera sanzione.
Le "punizioni". Per chi non si metterà in regola, scatterà l'accatastamento forzato da parte dell'Agenzia del territorio. In questo caso gli interi oneri saranno a carico del cittadino, secondo tabelle prefissate che prevedono costi che possono arrivare fino a 1.300 euro. C'è poi il - complesso - capitolo delle sanzioni, che variano da un minimo di 258 a un massimo di 2.066 euro. In realtà da ufficio a ufficio dell'Agenzia delle entrate non c'è uniformità nell'applicazione: questo significa che, in alcuni casi, non si pagherà niente se si dichiara entro i "famosi" sette mesi, mentre in altri ci sarà da pagare una sanzione ridotta. Giova - infine - ricordare che un fabbricato non in regola con il catasto non può essere venduto.
La ricognizione. Sono i numeri, per la Versilia, resi noti dall'Agenzia del territorio che ha terminato (per la nostra zona) la ricognizione dei fabbricati non in regola. Un'iniziativa cominciata nel 2007, che l'ex Catasto ha portato avanti incrociando le proprie banche dati con quelli di altri enti e con le foto aeree ad alta risoluzione. Un paio d'anni fa erano stati resi noti i dati di Seravezza e Camaiore, ora è toccato agli altri cinque comuni.
La classifica. Il Comune che fa la parte del leone in Versilia è Pietrasanta, con oltre duemila casi. Staccati gli altri due sul podio, Camaiore e Massarosa. Sotto i mille casi Viareggio, mentre i tre comuni più piccoli fanno registrare poche centinaia di edifici fantasma. Dati, questi, che confermano come il problema che genericamente possiamo chiamare dell'abusivismo colpisce in maniera particolare le zone collinari, dei quali i primi tre comuni (soprattutto Camaiore e Massarosa) sono particolarmente ricchi. Certo è che Pietrasanta spicca, anche considerando i numeri di violazioni in relazione agli abitanti. Per quanto riguarda il tipo di immobile "contestato", per la maggiora parte sono edifici accessori al corpo principale dell'abitazione.
Mettersi in regola. Il primo passo da fare è sapere se la propria costruzione è fra quelle non in regola. Per farlo si può contattare il proprio comune, rivolgersi all'ufficio più vicino dell'Agenzia del territorio o consultare il sito www.agenziaterritorio.it. Con l'accortezza di informarsi sulla particella catastale occupata dal proprio immobile.
Fatta salva la possibilità di errori durante la ricognizione, il cittadino deve dichiarare i fabbricati al catasto edilizio urbano, entro sette mesi (e quindi, per i cinque comuni, entro luglio). La dichiarazione deve essere preparata da un tecnico. È possibile il "ravvedimento" anche una volta trascorso il termine dei sette mesi, ma in quel caso si pagherà l'intera sanzione.
Le "punizioni". Per chi non si metterà in regola, scatterà l'accatastamento forzato da parte dell'Agenzia del territorio. In questo caso gli interi oneri saranno a carico del cittadino, secondo tabelle prefissate che prevedono costi che possono arrivare fino a 1.300 euro. C'è poi il - complesso - capitolo delle sanzioni, che variano da un minimo di 258 a un massimo di 2.066 euro. In realtà da ufficio a ufficio dell'Agenzia delle entrate non c'è uniformità nell'applicazione: questo significa che, in alcuni casi, non si pagherà niente se si dichiara entro i "famosi" sette mesi, mentre in altri ci sarà da pagare una sanzione ridotta. Giova - infine - ricordare che un fabbricato non in regola con il catasto non può essere venduto.
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