Sicurezza
CARNEVALE
Partenza col sole, incasso così così...
Claudio Vecoli
◗
FINALMENTE. Festa sui carri, festa in tribuna, festa in strada: è cominciato il grande spettacolo del CarnevaleTre ore di sfilata per completare un giro di tutti i carri E per 30 minuti niente sfila di fronte alle tribune di piazza Mazzini
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VIAREGGIO. Meglio dello scorso anno, ma peggio delle precedenti due edizioni. L'incasso del primo corso mascherato lascia un po' freddi (e forse un pizzico delusi) a Palazzo delle Muse. Il bel sole che ha accompagnato quasi tutte le tre (lunghissime) ore della sfilata di apertura e il bel colpo d'occhio di piazza Mazzini (le cifre ufficiali fornite dalla Fondazione parlano di 65mila persone sui viali a mare, ma la stima è come sempre per eccesso) lasciavano intravedere la possibilità di mettere a segno un buon incasso. Ma quando dal botteghino è arrivata la cifra definitiva dell'incasso (quella sì certa), i 135mila euro entrati nel forziere di Burlamacco hanno lasciato un po' d'amaro in bocca.
Certo, l'incasso della passata edizione era stato più basso (solo 117mila euro), ma le condizioni meteo dello scorso anno erano state molto più inclementi. E la dimostrazione che con un debutto col sole ci si può attendere di più arriva dai raffronti con il 2008 (142mila euro) e, soprattutto, con il 2007 (245mila euro). Semmai la buona presenza di pubblico fa pensare ad un buon successo di vendita dei biglietti cumulativi, di cui saranno resi noti i risultati soltanto nei prossimi giorni.
Detto dell'aspetto puramente contabile - comunque da non disprezzare - non sono mancati spunti e critiche riguardo alla macchina organizzativa. Che ha mostrato non poche smagliature.
La pecca più grave riguarda la lentezza della sfilata. Un tormentone - quello del primo corso lento - che speravamo di aver archiviato lo scorso anno, quando tutto filò liscio. L'alibi dei guasti ad un paio di costruzioni (e di cui parliamo a parte) regge fino ad un certo punto. Non dipende certo da questo, infatti, se il primo carro grande (quello di Verlanti e Bonetti) ha raggiunto il lato monte di piazza Mazzini soltanto alle 15,30, ovvero mezz'ora dopo lo scoppio dei tre colpi di cannone. Lasciando l'infreddolito pubblico delle tribune - fra cui Zucchero, ospite d'onore della giornata - senza niente da ammirare per trenta lunghi giri di lancette.
La disposizione iniziale a «ferro di cavallo» - ovvero tutti i carri sistemati a nord di piazza Mazzini - va dunque rivista. Perché la «partenza lanciata» che doveva garantire non c'è stata. E bisognerà adesso capire il perché.
Ma è stata tutta la sfilata ad essere terribilmente farraginosa. Basti pensare che l'ultimo carro grande che ha fatto il suo ingresso sul lato tribune della piazza Mazzini (quello di Fabrizio Galli) è arrivato alle 17,20. Ovvero dopo quasi due ore e mezzo dall'inizio del corso.
Assolutamente penalizzate, poi, sono risultate le costruzioni di seconda categoria. Schierate in coda ai carri grandi, hanno fatto la loro apparizione in piazza Mazzini quando ormai stava tramontando. E, soprattutto, quando gran parte del pubblico - causa le temperature polari fatte segnare quando il sole è calato - aveva ormai abbandonato il circuito.
Il ritornello è insomma sempre lo stesso: il primo corso mascherato continua ad essere una sorta di «prova generale» delle altre quattro sfilate. Una (pessima) consuetudine alla quale i viareggini sono probabilmente abituati e sulla quale passano sopra in attesa dei quattro corsi successivi. Ma che è inaccettabile per chi ha pagato il biglietto (a prezzo pieno) e che a Viareggio non tornerà fino al prossimo anno.
Certo, l'incasso della passata edizione era stato più basso (solo 117mila euro), ma le condizioni meteo dello scorso anno erano state molto più inclementi. E la dimostrazione che con un debutto col sole ci si può attendere di più arriva dai raffronti con il 2008 (142mila euro) e, soprattutto, con il 2007 (245mila euro). Semmai la buona presenza di pubblico fa pensare ad un buon successo di vendita dei biglietti cumulativi, di cui saranno resi noti i risultati soltanto nei prossimi giorni.
Detto dell'aspetto puramente contabile - comunque da non disprezzare - non sono mancati spunti e critiche riguardo alla macchina organizzativa. Che ha mostrato non poche smagliature.
La pecca più grave riguarda la lentezza della sfilata. Un tormentone - quello del primo corso lento - che speravamo di aver archiviato lo scorso anno, quando tutto filò liscio. L'alibi dei guasti ad un paio di costruzioni (e di cui parliamo a parte) regge fino ad un certo punto. Non dipende certo da questo, infatti, se il primo carro grande (quello di Verlanti e Bonetti) ha raggiunto il lato monte di piazza Mazzini soltanto alle 15,30, ovvero mezz'ora dopo lo scoppio dei tre colpi di cannone. Lasciando l'infreddolito pubblico delle tribune - fra cui Zucchero, ospite d'onore della giornata - senza niente da ammirare per trenta lunghi giri di lancette.
La disposizione iniziale a «ferro di cavallo» - ovvero tutti i carri sistemati a nord di piazza Mazzini - va dunque rivista. Perché la «partenza lanciata» che doveva garantire non c'è stata. E bisognerà adesso capire il perché.
Ma è stata tutta la sfilata ad essere terribilmente farraginosa. Basti pensare che l'ultimo carro grande che ha fatto il suo ingresso sul lato tribune della piazza Mazzini (quello di Fabrizio Galli) è arrivato alle 17,20. Ovvero dopo quasi due ore e mezzo dall'inizio del corso.
Assolutamente penalizzate, poi, sono risultate le costruzioni di seconda categoria. Schierate in coda ai carri grandi, hanno fatto la loro apparizione in piazza Mazzini quando ormai stava tramontando. E, soprattutto, quando gran parte del pubblico - causa le temperature polari fatte segnare quando il sole è calato - aveva ormai abbandonato il circuito.
Il ritornello è insomma sempre lo stesso: il primo corso mascherato continua ad essere una sorta di «prova generale» delle altre quattro sfilate. Una (pessima) consuetudine alla quale i viareggini sono probabilmente abituati e sulla quale passano sopra in attesa dei quattro corsi successivi. Ma che è inaccettabile per chi ha pagato il biglietto (a prezzo pieno) e che a Viareggio non tornerà fino al prossimo anno.
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