Sicurezza
EMERGENZA CASA
Appartamenti del Comune a 350 euro
Donatella Francesconi
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EX TABARRACCI. Da ospedale ad appartamenti del ComuneCinquanta alloggi all'ex Tabarracci e 18 al Forcone, nel quartiere Varignano. È la disponibilità attuale per emergenza casa e affitti controllati. Nel dettaglio saranno 35 gli appartamenti da destinare ad affitti intorno ai 350 euro nel complesso recuperato dell'ex ospedale, in via Fratti
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VIAREGGIO. Cinquanta alloggi all'ex Tabarracci e 18 al Forcone, nel quartiere Varignano. È la disponibilità attuale per emergenza casa e affitti controllati. Nel dettaglio saranno 35 gli appartamenti da destinare ad affitti intorno ai 350 euro nel complesso recuperato dell'ex ospedale, in via Fratti. E 18 quelli dell'intervento al Forcone che non può essere riservato, per espressa disposizione regionale, ad interventi di emergenza abitativa. Quindici gli appartamenti, tutti tra i 42 ed i 45 metri quadri, che all'ex Tabarracci potranno accogliere altrettante mini-famiglie in emergenza casa.
Per poter ottenere un tetto con una delle due soluzioni occorrerà attenersi ai regolamenti specifici che l'amministrazione comunale sta mettendo a punto mediante confronto con le organizzazioni sindacali e con gli appositi passaggi nella commissione consiliare presieduta da Fiorella Tozzi.
Commissione che ieri ha votato il primo dei requisiti: essere residenti a Viareggio da minimo tre anni per potersi candidare a pagare un affitto controllato e non di mercato, in uno dei 52 appartamenti al momento disponibili. Una scelta che la consigliera comunale Romina Cortopassi ha contestato, votando contro: «La legge Bossi-Fini prevede due anni come requisito minimo. Non mi sembra che un regolamento comunale possa peggiorare una legge dello Stato». Non hanno partecipato al voto, su questo punto del regolamento, i consiglieri Lorenzo Bertoli e Leonardo Betti.
Mentre l'assessore al sociale, Vittorio Fantoni, ha ricordato di aver ricevuto dalla propria maggioranza «la richiesta affinché il requisito minimo di residenza fosse fissato in cinque anni» e di aver trattato, partendo da questo presupposto, con i sindacati. La cui posizione, però, è rimasta ferma sui due anni come previsto dalla legge.
Una scelta, quella di un ulteriore anno di residenza, che espone l'amministrazione Lunardini ad inevitabili ricorsi. E rischia di penalizzare - è stato sottolineato - non tanto i cittadini stranieri, ma gli italiani che negli ultimi due anni di boom della nautica si sono trasferiti in città per lavoro ed oggi assistono impotenti al crollo del reddito, causa disoccupazione, fallimenti, chiusure, calo drastico dell'attività.
Per poter ottenere un tetto con una delle due soluzioni occorrerà attenersi ai regolamenti specifici che l'amministrazione comunale sta mettendo a punto mediante confronto con le organizzazioni sindacali e con gli appositi passaggi nella commissione consiliare presieduta da Fiorella Tozzi.
Commissione che ieri ha votato il primo dei requisiti: essere residenti a Viareggio da minimo tre anni per potersi candidare a pagare un affitto controllato e non di mercato, in uno dei 52 appartamenti al momento disponibili. Una scelta che la consigliera comunale Romina Cortopassi ha contestato, votando contro: «La legge Bossi-Fini prevede due anni come requisito minimo. Non mi sembra che un regolamento comunale possa peggiorare una legge dello Stato». Non hanno partecipato al voto, su questo punto del regolamento, i consiglieri Lorenzo Bertoli e Leonardo Betti.
Mentre l'assessore al sociale, Vittorio Fantoni, ha ricordato di aver ricevuto dalla propria maggioranza «la richiesta affinché il requisito minimo di residenza fosse fissato in cinque anni» e di aver trattato, partendo da questo presupposto, con i sindacati. La cui posizione, però, è rimasta ferma sui due anni come previsto dalla legge.
Una scelta, quella di un ulteriore anno di residenza, che espone l'amministrazione Lunardini ad inevitabili ricorsi. E rischia di penalizzare - è stato sottolineato - non tanto i cittadini stranieri, ma gli italiani che negli ultimi due anni di boom della nautica si sono trasferiti in città per lavoro ed oggi assistono impotenti al crollo del reddito, causa disoccupazione, fallimenti, chiusure, calo drastico dell'attività.
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