Il Tirreno

Versilia

VITTIME DEL MALTEMPO

Il crollo dei giganti delle pinete

Matteo Tuccini
Il crollo dei giganti delle pinete

La resina è ancora appiccicosa, come sangue appena schizzato da una ferita. L'impatto rovinoso col terreno gli ha spezzato i rami e il tronco in più parti: deve essere crollato con un bel tonfo. Così si presenta, al primo esame di un fantomatico medico legale, uno degli alberi caduti nella pineta di Ponente. Come lui ce ne sono almeno altri 10

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VIAREGGIO. La resina è ancora appiccicosa, come sangue appena schizzato da una ferita. L'impatto rovinoso col terreno gli ha spezzato i rami e il tronco in più parti: deve essere crollato con un bel tonfo. Così si presenta, al primo esame di un fantomatico medico legale, uno degli alberi caduti nella pineta di Ponente. Come lui ce ne sono almeno altri 10, visibili da chi cammina sul viale Capponi, in uno dei polmoni verdi della città. Ma chissà quanti altri ce ne saranno in angoli più nascosti.

Chi ha ucciso questi anziani signori della natura? Gli assassini sono noti, ci sono già i nomi. Il vento, la pioggia e pure la neve scatenatesi sulla città negli ultimi 20 giorni. Con l'ausilio di qualche parassita infilatosi sotto la corteccia. E, in ultima sede, la vecchiaia. Già perché un albero, quando viene sottoposto a uno stress enorme da parte degli agenti atmosferici, resiste meglio se è giovane. Quando entra in età avanzata, è più vicino al suo destino. E basta una "spintarella" esterna perché si compia.

La conta dei feriti e dei caduti.
Entrando nella pineta dalla parte di via Marco Polo si nota subito l'impatto del maltempo sugli alberi. Molti sono piegati, qualcuno con una pendenza incredibile, da angolo acuto. Sembrano quasi pugnali conficcati nel terreno. E l'impressione è che non ci sia bisogno di molto per stroncarli definitivamente.

Dopo poche minuti di passeggiata sul viale Capponi ecco il primo caduto: un bestione di oltre 20 metri, adagiato su un vialetto. Impressionante lo sradicamento: ha lasciato un buco impressionante, tirando su e spezzando le radici.

Andando avanti, si nota che la maggior parte dei pini crollati sono sulla sinistra, cioè lato monti. Anche se pure sul lato mare non mancano le "vittime".

Vicini alle strutture.
Un aspetto piuttosto preoccupante è che la gran parte di questi alberi è crollata a due passi dalle strutture. Qualcuno anche sui vialetti e sulle panchine. Basta dare un'occhiata alla zona tra il ristorante Il Pino sul tetto e il laghetto delle anatre. Qui, tra l'altro, c'è un albero sradicato che si è appoggiato a un altro. Una scena davvero insolita, quasi una Deposizione sacra.

A pochi metri, tra il ristorante Trocadero e un'area di giochi per bambini, un'ecatombe. Tre tronchi, uno accanto all'altro, sono crollati. Hanno formato una sorta di capannella con le loro chiome. E la gente passa intorno, come se nulla fosse.

Pineta di levante.
Anche nell'altra pineta si trovano pini rovinati a terra. Dietro il chiosco del bar Garofano, ad esempio. O a due passi dallo stadio dei Pini. Dove i tronchi, all'esame di un occhio inesperto, sembrano piuttosto vecchi. Chissà da quanto sono lì.

«Interverremo subito».
Il Comune promette interventi rapidi, grazie anche al ritorno del
sole. «Fino ad ora - afferma l'assessore al decoro Athos Pastechi - non potevamo entrare con i trattori perché il terreno è reso molle dalla pioggia. Con il ritorno del cielo sereno, che consentirà all'acqua di asciugarsi, toglieremo i pini caduti e ripuliremo tutto. Piantarne altri? C'è un agronomo che si occupa di questo, vedremo».

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