Il Tirreno

Versilia

SANITA'

Il pronto soccorso pediatrico rischia di chiudere la notte

Claudio Vecoli
Il direttore generale dell’Asl Sassoli
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Il direttore generale dell’Asl Sassoli

All’inizio della prossima settimana riunione del personale medico del reparto per scongiurare il dimezzamento dell’orario

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VIAREGGIO. Il pronto soccorso pediatrico dell'ospedale «Versilia» rischia di restare aperto soltanto di giorno. E chiudere nelle ore serali e notturne. Un rischio reale. Che potrebbe concretizzarsi a breve. Anzi, a brevissimo. La pesantissima sforbiciata al servizio - un taglio netto di dodici ore sulle attuali ventiquattro coperte - ha infatti già una sua probabile data di partenza: domenica 17 gennaio. Anche se tanta (sospetta) fretta sembra essersi bruscamente ridimensionata di fronte alle forti perplessità manifestate da molti dei medici che lavorano all'interno del reparto. Una volta venuti a conoscenza (via e-mail) dell'ipotesi di chiusura notturna, infatti, i pediatri hanno indetto per l'inizio della prossima settimana una riunione nel corso della quale affronteranno tutti insieme l'argomento. Con l'intenzione di far tornare l'azienda sanitaria sui propri passi.
Un ridimensionamento del pronto soccorso pediatrico era nell'aria da tempo. Già la scorsa estate, nell'ambito della riorganizzazione degli spazi del dipartimento emergenza e urgenza, il blocco pediatrico era stato trasferito in una zona più angusta e più distante dal pronto soccorso generale, perdendo sia il magazzino che la stanza infermieri e avendo uno spazio per il triage più piccolo del precedente.
Un segnale, con il senno di poi. Già, perché con la fine dell'anno il reparto ha dovuto fare anche a meno di due medici: la dottoressa Augello, che con il 31 dicembre è andata in pensione, e il dottor Repetti, che sempre dalla fine dell'anno ha chiesto un periodo di aspettativa (e che non si sa se rientrerà). I due «buchi» in organico hanno così riportato d'attualità l'eventualità di una drastica riduzione dell'orario di apertura del servizio, attualmente garantito ventiquattro ore su ventiquattro e che negli anni è diventato un piccolo fiore all'occhiello dell'ospedale. E qualcuno ha colto la palla al balzo ipotizzando l'avvio del nuovo orario (teoricamente sperimentale) già dalla metà di gennaio.
I motivi del dimezzamento dell'apertura (con la nuova organizzazione il pronto soccorso pediatrico dovrebbe essere funzionante solo dalle 8 alle 20) rispondono prevalentemente a logiche aziendali di risparmio economico. Giustificando il ridimensionamento con il numero di accessi nella fascia dalle 20 alle 8 sensibilmente minore rispetto a quelli nell'orario diurno (dato per altro ovvio, che vale anche per il pronto soccorso generale), l'azienda vorrebbe sospendere il servizio nel periodo notturno. Con un sensibile taglio dei costi del personale. Ma così facendo impoverirebbe un servizio che aveva proprio nella copertura h24 uno dei suoi punti di forza. E che si trasformerebbe da vero e proprio pronto soccorso pediatrico in una sorta di punto di primo soccorso.
Non è ancora chiaro, poi, quale «percorso» farebbe un bimbo con delle patologie qualora ad esempio si presentasse con i genitori all'ospedale in orario serale o notturno (percorso che è al momento sconosciuto anche ai medici stessi del pronto soccorso pediatrico), ma di certo un unico pediatra di turno fra reparto, sala parto e pronto soccorso non potrebbe certo garantire la stessa rapidità d'intervento di adesso in caso di un'emergenza. Con tutti i rischi che ne conseguono.

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