Il Tirreno

Versilia

Decine di frane

Piove e la montagna va in briciole

Luca Cinotti
<strong>PERICOLO INCOMBENTE.</strong> La frana sulla provinciale a Seravezza
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PERICOLO INCOMBENTE. La frana sulla provinciale a Seravezza

Piove, e le ferite della montagna si riaprono. Decine di frane (le più importanti segnate nella mappa di questa pagina) hanno colpito colline e montagne della Versilia, isolando paesi e causando blocchi alla circolazione stradale

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SERAVEZZA. Piove, e le ferite della montagna si riaprono. Decine di frane (le più importanti segnate nella mappa di questa pagina) hanno colpito colline e montagne della Versilia, isolando paesi e causando blocchi alla circolazione stradale.

Su questo secondo versante particolarmente grave è la situazione al Marcaccio, a Seravezza: dove le piogge hanno fatto di nuovo muovere verso valle il cumulo di detriti che sovrasta la provinciale 9 e che già nei giorni scorsi aveva dato problemi. Ieri pomeriggio la strada è stata chiusa per un breve periodo di tempo, che ha consentito ai tecnici della Provincia di installare blocchi in cemento per mettere in sicurezza la strada. La circolazione, poi, è stata ripristinata a senso unico alternato.

Particolarmente grave è la situazione in tutto il territorio del comune di Stazzema. «Abbiamo paesi isolati - spiega l'assessore alla protezione civile Egidio Pelagatti -, raggiungibili solo a piedi». Si trovano in questa situazione, a causa di frane, la frazione di Gallena, la parte nord di Stazzema, Pomezzana, Farnocchia. In tutti i casi è costante la presenza dei volontari della protezione civile per monitorare la situazione e aiutare la popolazione. Problemi ci sono anche a Pruno e a Volegno per l'accesso ai cimiteri e a Terrinca: in quest'ultimo caso, la scuola elementare ha avuto un cedimento della resede esterna, che rischia di provocare danni al fabbricato.
Undici frane sono state censite anche nel territorio di Pietrasanta. In tre casi è stato necessario bloccare il traffico: in via Metati Rossi Alti (Strettoia), in via Vitoio (Solaio), in via Pozzone (Vallecchia).
In molti casi si tratta di smottamenti che già erano venuti alla ribalta con l'alluvione di Natale. Problemi cronici, insomma, di un territorio fragile che, una volta passata l'emergenza, dovrà pensare seriamente a interventi risolutivi. La pensa così il sindaco di Stazzema Michele Silicani: «Prendiamo la provinciale. Ci vuole un investimento di una ventina di milioni per metterla in sicurezza. Per questo voglio appellarmi anche a Bertolaso. Non è più possibile vivere in questa situazione, con problemi che sempre si ripetono. Anche stanotte (ieri per chi legge, ndr) ad Arni abbiamo avuto problemi nella zona dei Tre Fiumi».

E a un «progetto di sistemazione del territorio» fa appello anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli: «Il grosso del lavoro ci attende una volta superata l'emergenza. Sarà in quel momento che potremo avviare un percorso strutturato di interventi per la messa in sicurezza delle aree più fragili, dal punto di vista del suolo, della nostra provincia. Il coordinamento fra istituzioni locali, protezione civile, volontari e cittadini che abbiamo realizzato in questi giorni e che ha lavorato molto bene è un importante segnale di un'operazione integrata e potrà rappresentare la base da cui lanciare un progetto di sistemazione del territorio di più ampia portata. Abbiamo strumenti e capacitò per intervenire con sistematicità ed efficacia sul territorio. Abbiamo solo bisogno che lo Stato e la Regione ci mettano in grado di farlo con adeguate risorse economiche».
E di frane si parlerà oggi in Provincia a Lucca in una riunione con Bernardo De Bernardinis.

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