Sicurezza
I GIORNI DELL’ALLARME
Sul lago pioggia, paura e speranza
Fabrizio Brancoli
Quattro giorni di stato di "allerta 1": massimo allarme, quindi. Mare agitato, vento forte, pioggia dalla mezzanotte di oggi al mezzogiorno di sabato. Per la Versilia il bollettino della Regione approfondisce il rischio idrogeologico-idraulico definendolo "a criticità elevata"
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Quattro giorni di stato di "allerta 1": massimo allarme, quindi. Mare agitato, vento forte, pioggia dalla mezzanotte di oggi al mezzogiorno di sabato.
Per la Versilia il bollettino della Regione approfondisce il rischio idrogeologico-idraulico definendolo "a criticità elevata": «vista la situazione di completa saturazione del suolo» dovuta alle recenti e persistenti piogge, si citano le «vulnerabilità diffuse» del terreno e si ipotizza che si verifichino nel corso dei prossimi giorni «inneschi di frane e smottamenti diffusi»; e saranno possibili «allagamenti diffusi nelle aree depresse dovute al ristagno delle acque, a tracimazioni dei canali minori e all'incapacità di drenaggio da parte della rete fognaria dei centri urbani». È possibile che l'acqua piovana percorra le strade. È possibile che i livelli dei corsi d'acqua si innalzino, con la conseguenza di «inondazioni nelle aree vicine all'alveo, in particolar modo nel bacino del fiume Serchio».
E, ultima riga, è possibile «l'innalzamento significativo del livello del lago di Massaciuccoli».
Il gergo dei bollettini: talvolta spietato nella sua freddezza, talvolta forzatamente generico, ricco di espressioni di "possibilità" o di misurazioni vaghe. Quando l'innalzamento del nostro lago è da considerarsi "significativo"? E quali sono le proporzioni di questa "possibile" esondazione?
Si lotta contro due nemici primari, primordiali: il tempo e la natura. Le due coordinate nelle quali tracciare lo scenario di questi drammatici giorni nei dintorni del Massaciuccoli restano due. Da una parte lo stato di avanzamento dal cantiere di Nodica, che sta procedendo spedito nel tentativo di chiudere la "rotta" del Serchio. Dall'altra, lo sguardo al cielo, perché alla fine restiamo tutti un po' come gli antichi, quando scrutavano in alto, per capire quante piogge verranno, quanto intense, quanto forti, quanto in grado di caricare il fiume prima e il lago poi.
Continueremo, come minimo per altre ventiquattro ore, a sondare le "possibilità", a registrare piani di evacuazione come quello disposto a Massarosa per 180 persone, oppure piani di pre-sgombero come quello approntato a Viareggio - con rischi nettamente inferiori - per un massimo di 400 famiglie. Insomma, centinaia di persone a rischio ma anche la speranza che niente esondi, che nessuno fugga.
Una partita aperta contro i due avversari. Il tempo, perché ce n'è poco a disposizione per alzare barriere a Nodica. La natura, perché pioggia, fiume e lago potranno essere monitorati, affrontati e governati, ma mai dominati con certezza assoluta.
Intanto c'è il grande lavoro di addetti, volontari, militari. I sacchi di sabbia che evocano l'immagine di una difesa. L'ultimo vertice in ordine di tempo è andato in scena a Pisa e si è concluso alle 22, il prossimo è fissato stamani alle 9 a Viareggio. La Protezione civile nazionale mostra fiducia, c'è la possibilità (di nuovo questa parola) che la difesa vinca.
Per la Versilia il bollettino della Regione approfondisce il rischio idrogeologico-idraulico definendolo "a criticità elevata": «vista la situazione di completa saturazione del suolo» dovuta alle recenti e persistenti piogge, si citano le «vulnerabilità diffuse» del terreno e si ipotizza che si verifichino nel corso dei prossimi giorni «inneschi di frane e smottamenti diffusi»; e saranno possibili «allagamenti diffusi nelle aree depresse dovute al ristagno delle acque, a tracimazioni dei canali minori e all'incapacità di drenaggio da parte della rete fognaria dei centri urbani». È possibile che l'acqua piovana percorra le strade. È possibile che i livelli dei corsi d'acqua si innalzino, con la conseguenza di «inondazioni nelle aree vicine all'alveo, in particolar modo nel bacino del fiume Serchio».
E, ultima riga, è possibile «l'innalzamento significativo del livello del lago di Massaciuccoli».
Il gergo dei bollettini: talvolta spietato nella sua freddezza, talvolta forzatamente generico, ricco di espressioni di "possibilità" o di misurazioni vaghe. Quando l'innalzamento del nostro lago è da considerarsi "significativo"? E quali sono le proporzioni di questa "possibile" esondazione?
Si lotta contro due nemici primari, primordiali: il tempo e la natura. Le due coordinate nelle quali tracciare lo scenario di questi drammatici giorni nei dintorni del Massaciuccoli restano due. Da una parte lo stato di avanzamento dal cantiere di Nodica, che sta procedendo spedito nel tentativo di chiudere la "rotta" del Serchio. Dall'altra, lo sguardo al cielo, perché alla fine restiamo tutti un po' come gli antichi, quando scrutavano in alto, per capire quante piogge verranno, quanto intense, quanto forti, quanto in grado di caricare il fiume prima e il lago poi.
Continueremo, come minimo per altre ventiquattro ore, a sondare le "possibilità", a registrare piani di evacuazione come quello disposto a Massarosa per 180 persone, oppure piani di pre-sgombero come quello approntato a Viareggio - con rischi nettamente inferiori - per un massimo di 400 famiglie. Insomma, centinaia di persone a rischio ma anche la speranza che niente esondi, che nessuno fugga.
Una partita aperta contro i due avversari. Il tempo, perché ce n'è poco a disposizione per alzare barriere a Nodica. La natura, perché pioggia, fiume e lago potranno essere monitorati, affrontati e governati, ma mai dominati con certezza assoluta.
Intanto c'è il grande lavoro di addetti, volontari, militari. I sacchi di sabbia che evocano l'immagine di una difesa. L'ultimo vertice in ordine di tempo è andato in scena a Pisa e si è concluso alle 22, il prossimo è fissato stamani alle 9 a Viareggio. La Protezione civile nazionale mostra fiducia, c'è la possibilità (di nuovo questa parola) che la difesa vinca.
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