Il Tirreno

Versilia

“Teatral-Mente”

Sul palco non serve essere speciali

Simone Pierotti
Sul palco non serve essere speciali

Uno spettacolo teatrale dove i protagonisti sono loro, persone in condizione di svantaggio, con problemi di salute mentale o dipendenze, e diversamente abili: è quello che porterà in scena l'associazione onlus viareggina «L'uovo di Colombo» il prossimo martedì 15 dicembre al teatro Jenco

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VIAREGGIO. Il titolo della piece è «Non serve esser speciali» e si tratta di un riadattamento del celebre racconto «Il mago di Oz» di Frank Baum: la regia è di Luciana Madrigali - nome che non suonerà nuovo a quanti seguono le canzonette del Carnevale - che è la referente per l'attività di socializzazione dell'unità funzionale per l'inclusione sociale dell'Asl 12 Versilia. «Questo spettacolo è sicuramente una scommessa - commenta Madrigali - ed è il completamento di un lungo percorso: tutto è partito due anni e mezzo fa, quando abbiamo letto il libro di Frank Baum, ne abbiamo ricavato un copione e abbiamo studiato attentamente i personaggi e le loro caratteristiche. E tutto questo è stato condiviso dai partecipanti». Ma la rilettura del mago di Oz è solo l'ultimo di una lunga serie di spettacoli che L'uovo di Colombo ha portato sul palco nel corso degli anni: «Il progetto teatro è ormai attivo da tempo - spiega Ilde Bigicchi, vicepresidente dell'associazione - i partecipanti sono quasi sempre stati gli stessi e a loro si sono poi aggiunte altre persone. E, così, il laboratorio di teatro è diventato una vera e propria compagnia, chiamata Teatral-Mente».

Indipendentemente da quella che sarà la rappresentazione sul palco dello Jenco (martedì 15 alle ore 21.15, con ingresso a offerta libera), un piccolo, grande traguardo è stato raggiunto: «Abbiamo assistito ad una vera e propria evoluzione degli attori - racconta Madrigali - un processo nel corso del quale hanno sviluppato la loro parte mnemonica ed hanno acquisito una maggior autonomia e consapevolezza dei propri mezzi. L'assegnazione dei personaggi è avvenuta quasi naturale, ognuno ha fatto suo il ruolo assegnatogli: dopo un lungo periodo di lavoro, adesso sono in grado di recitare senza leggere il foglio con la loro parte». Lo spettacolo è tutto fatto in casa: la scenografia è infatti opera del progetto falegnameria dell'associazione stessa, mentre i costumi sono stati confezionati dalla sartoria che collabora anche con alcuni carristi del Carnevale. «Ognuno si è messo a disposizione ed ha contribuito alla riuscita - conclude Bigicchi - anche chi non reciterà sul palco». Non è escluso che «Non serve esser speciali» possa essere rappresentato anche al di fuori dei confini versiliesi, ad esempio a Lucca o Massa: l'obiettivo è reperire nuove risorse per poter realizzare nuovi progetti.

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