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Versilia

Salviamo il Centrale

«Riaprite il Centrale»

<strong>RESTA SOLO L’INSEGNA.</strong> Del cinema ormai chiuso da 6 mesi resiste soltanto l’insegna esterna
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RESTA SOLO L’INSEGNA. Del cinema ormai chiuso da 6 mesi resiste soltanto l’insegna esterna

A più di sei mesi dalla chiusura (e della mancata riapertura) il comitato «Salviamo il Centrale» torna alla carica. Con un volantinaggio e una raccolta di firme iniziati ieri sera di fronte al cinema Eden, il comitato chiede al nuovo parroco di Sant'Andrea di far tornare a vivere la storica sala d'essai di via Battisti

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VIAREGGIO. A più di sei mesi dalla chiusura (e della mancata riapertura) il comitato «Salviamo il Centrale» torna alla carica. Con un volantinaggio e una raccolta di firme iniziati ieri sera di fronte al cinema Eden, il comitato chiede al nuovo parroco di Sant'Andrea di far tornare a vivere la storica sala d'essai di via Battisti. E chiede al sindaco Lunardini di reinserire per il cinema nel prossimo regolamento urbanistico il vincolo di una destinazione d'uso legata alla cultura.
«Venuti a conoscenza dell'arrivo del nuovo parroco di Sant'Andrea, Maurizio Gabbellini - scrivono i rappresentanti del comitato «Salviamo il Centrale» - abbiamo chiesto di incontrarlo, nella speranza di poter offrire la nostra collaborazione per risanare una ferita tuttora aperta. Poiché questo appuntamento ci è stato negato con la motivazione che il parroco ha bisogno di molto tempo per studiare bene la questione, poniamo di nuovo all'attenzione della città il problema del cinema Centrale».
«La parrocchia - si legge ancora - ha ottenuto la chiusura del cinema il 28 maggio scorso dimostrando in questo modo una totale mancanza di rispetto per la storia e i sentimenti di una città e una assoluta indifferenza per il destino di 4 lavoratori che hanno perso il loro lavoro. A sei mesi dal 28 maggio il nuovo parroco, Maurizio Gabbellini, nega l'uso della sala all'Università della Terza età e afferma sulla stampa che ha bisogno di tempo, almeno un anno, per capire e decidere. Allora perché, in questo frattempo, non si è permesso di continuare l'attività e quindi il lavoro a chi di quel lavoro viveva, visto che le idee sul futuro della sala erano così poco chiare? Oppure non sono affatto poco chiare, le idee, ma sono difficilmente sostenibili in un momento, ancora troppo vicino alla chiusura».
«Noi invece - scrivono - una cosa l'abbiamo molto chiara: in tutta questa vicenda qualcuno, o più di uno, non gioca la partita in modo limpido. Per fare chiarezza intanto il nuovo parroco una cosa potrebbe fare: ritirare il progetto di ristrutturazione edilizia, dimostrare che non ha legami con interessi di privati che forse aspettano solo il momento buono per uscire da dietro le quinte. Per fare chiarezza il sindaco Lunardini, che ha assistito alla chiusura del Centrale senza muovere un dito, potrebbe affermare pubblicamente che lascia nel regolamento urbanistico il vincolo, che la precedente amministrazione aveva posto, cioè di una destinazione d'uso legata alla cultura e potrebbe dichiararsi indisponibile a una trasformazione totale o parziale, ad uno smembramento della sala per usi commerciali».

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