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Versilia

VIAREGGIO

Porto, il socio privato se ne va

Donatella Francesconi
Da sinistra, Alessandro Volpe e Simone Anichini
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Da sinistra, Alessandro Volpe e Simone Anichini

Simone Anichini, amministratore delegato della Viareggio porto, è dimissionario. Per il 4 dicembre è fissato un nuovo consiglio di amministrazione della società che dovrebbe sancire il passaggio dei poteri nelle mani del presidente, Alessandro Volpe. Mentre l'amministrazione Lunardini è chiamata a sciogliere il "nodo" della nuova gara in tempi brevissimi.

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VIAREGGIO. Simone Anichini, amministratore delegato della Viareggio porto, è dimissionario. Per il 4 dicembre è fissato un nuovo consiglio di amministrazione della società che dovrebbe sancire il passaggio dei poteri nelle mani del presidente, Alessandro Volpe. Mentre l'amministrazione Lunardini è chiamata a sciogliere il "nodo" della nuova gara in tempi brevissimi.

Sulla vicenda della società che avrebbe dovuto costruire due nuovi approdi turistici (alla Madonnina e al Triangolino) pesa la recente sentenza del Consiglio di Stato che boccia l'operato della commissione che, per la giunta Marcucci, attribuì i punteggi e decretò la vittoria della cordata Ferragamo-Consorzio Etruruia. Il presidente Alessandro Volpe ha una sua idea sulla nuova gara: «È da rifare di sana pianta, aperta a tutti i soggetti che abbiano un interesse, per mettere sul "mercato" sia le azioni che l'appalto per la costruzione del nuovo porto turistico».

Una soluzione, spiega ancora Volpe, «appetibile per i costruttori». A cominciare da "Condotte Spa", società in cordata con Impregilo per la realizzazione di numerose maxi opere in Italia, passando «per alcuni gruppi tedeschi» del quale Volpe stesso annuncia l'interesse: «Chi ha intenzioni serie si faccia avanti - insiste Volpe - perché Viareggio è molto appetibile».

Oltre a scegliere quale gara, l'amministrazione deve uscire dal guado della somma da rendere al socio privato. In questo senso sarebbe in definizione un accordo tra avvocati (pubblici e privati) in base al quale Ferragamo e soci sarebbero disposti ad attendere l'esito del nuovo bando per avere indietro gli undici milioni circa chiesti al Comune. Liberi di partecipare o meno ad un eventuale bando aperto a tutti. O di lasciare Viareggio ed i suoi progetti portuali che, alla fine - si dice - non interesserebbero più né al socio privato attuale né alla Teseco ricorrente e vincente al Consiglio di Stato.

Intanto, Alessandro Volpe guarda al futuro: «Nel 2010 saremo in grado di fare investimenti sull'approdo che nei mesi di luglio e agosto ha visto raddoppiare i transiti mentre tutti gli altri porti italiani, Scarlino compreso (l'altro Marina del gruppo Ferragamo, ndr), li hanno visti diminuire quasi in egual misura». Ed il presidente della Viareggio porto non molla nemmeno sull'ipotesi di affittare la concessione del Triangolino: «Ritengo che per una parte dell'area questa sia una strada possibile».

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